16/03/2016

Cronaca

Caluso: s’indaga sullo studio che avrebbe raggirato i clienti. Si profila una soluzione

Caluso

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L’obiettivo finale è quello di regolarizzare i debiti contratti con Equitalia e l’Inps senza però che le piccole realtà interessate debbano chiudere i battenti perchè costrette a pagare importi troppo elevati. Oggetto del tentativo di trovare una soluzione idonea sono i clienti di uno studio tributaristico di Caluso che avrebbe raggirato diversi clienti fingendo di aver versato i contributi Inps dei dipendenti e di tributi vari e rilasciando loro ricevute presumibilmente falsificate. Il caso è scoppiato alcune settimane fa, quando alcuni imprenditori, commercianti e artigiani si sono visti recapitare, inaspettate, le cartelle di Equitalia. In qualche caso sarebbero già scattati i pignoramenti e i fermi amministrativi degli automezzi utilizzati dalle aziende interessate.

La prima presunta “vittima” sarebbe stato un ristoratore di Rivarolo Canavese che è stato anche il primo a presentare una denuncia in procura a Ivea. A lui, col trascorrere dei giorni, si sono aggiunti altri impreditori: c’è chi dovrabbe pagare tra capitale, interessi e sanzioni 200 mila euro e chi si sarebbe visto chiederne ben 700 mila.

La situzione è seria, dato che a essere stati “raggirati” sarebbero decine di clienti dello studio contabile. Tanto seria che il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando ha convocato nei giorni scorsi un vertice a Palazzo di Giustizia al quale hanno preso parte il pubblico ministero che sta indagando sul caso, i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate di Ivrea, di Equitalia e della Guardia di Finanza, per evitare di compromettere in modo definitivo l’equilibrio economico di tante, troppe, attività imprenditoriali. La soluzione sembra essere stata trovata: l’Agenzia delle Entrate valuterà caso per caso la posizione e le responsabilità dei singoli contribuenti che, ufficialmente, risultano di aver omesso il pagamento degli importi dovuti.

In sostanza, si richiede che i presunti clienti raggirati presentino negli uffici dell’Agenzia delle Entrate un’istanza in cui si richiede la sospensione degli interessi e delle sanzioni applicate nelle cartelle notificate, corredata dalla copia della denuncia-querela prsentata. All’istanza va anche allegata la documentazione che comprovi i pagamenti effetuati allo studio tributarista di Caluso sulla quale la procura eporediese sta attualmente indagando. Toccherà ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate valutare ogni singolo caso: va sttolineato che, qualora vengano sospese sanzioni e interesse il capitale richiesto va comunque pagato anche se in soluzioni rateizzabili.

Gli agenti della Guardia di Finanza, intanto, continuano a indagare su questa complessa vicenda per individuare responsabilità ed eventuali reati commessi  non escludono possibili, importanti risvolti, nelle prossime settimane.

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