Bonus Covid, lo Stato blocca i premi in busta paga per medici, infermieri e Oss. “Troppi soldi”

13/07/2020

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Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: "Dire grazie, seppur con un piccolo riconoscimento che non ripaga certamente di tutto quello che è stato fatto, non è solo un nostro diritto, ma un dovere nei confronti del personale sanitario"

La Regione Piemonte stanzia i fondi per premiare in busta paga i dipendenti della Sanità impegnati in prima linea alla lotta all’epidemia di Coronavirus e la Regioneria dello Stato ha bocciato il provvedimento considerato troppo oneroso. Sulla vicenda la Regione Piemonte prende posizione sulla contestazione decisa dal Governo sulla sua legge che consente di aumentare la premialità per il personale sanitario impegnato nell’emergenza da Coronavirus con risorse proprie. Per il presidente Alberto Cirio la decisione adottata dalla Ragioneria dello Stato mette a rischio l’autonomia delle Regioni.

“È abbastanza surreale – sostiene il presidente Alberto Cirio – che una Regione con le risorse dei propri cittadini non possa decidere di assegnare un riconoscimento economico a chi per mesi è stato in trincea a salvare la vita di migliaia di persone, mettendo ogni giorno a rischio la propria. Se necessario andremo personalmente a Roma per spiegarlo ai ministri Boccia e Speranza, perché l’autonomia è proprio questo. Poter disporre delle proprie risorse per ciò che una Regione ritiene prioritario. E dire grazie, seppur con un piccolo riconoscimento che non ripaga certamente di tutto quello che è stato fatto, non è solo un nostro diritto, ma un dovere nei confronti dei medici, infermieri, Oss e di tutto il personale sanitario del Piemonte. Non può essere Roma a decidere come spendiamo i soldi dei piemontesi. Non lo accetteremo”.

L’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, informa invece il ministro Boccia che “anche senza l’impugnazione della norma piemontese da parte del Governo, la Ragioneria dello Stato, con la nota del 6 luglio contesta la quantità di risorse stanziate e le modalità di utilizzo”, chiede “una norma di interpretazione autentica o un pronunciamento diverso della stessa Ragioneria dello Stato” e si dice dispiaciuto che “tutto il dialogo condotto con il Ministero della Salute e dalle Regioni con i sindacati venga vanificato in questo modo. Noi siamo tutti dalla parte dei nostri lavoratori”.

Sul piano tecnico, Icardi evidenzia che “i rilievi della Ragioneria dello Stato hanno portata nazionale, non solo per i lavoratori piemontesi, andando a dimezzare le disponibilità delle risorse regionali stanziate a favore dei dipendenti dei Servizi sanitari nazionali e incidendo anche sull’utilizzo delle stesse. La beffa per tutti i lavoratori della Sanità italiani e per le Regioni è reale. Se non vi sarà l’intervento tecnico politico chiesto dal presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, molte Regioni non potranno pagare e qualcuno dovrà chiedere la restituzione ai lavoratori”.

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