
ASL TO4 – Part-time ridotti al minimo, il sindacato NurSind denuncia: «Solo 11 posti per 1.580 infermieri»
Un bando atteso da quasi dieci anni e appena 11 posti part-time disponibili per una platea di 1.580 infermieri. È su questi numeri che NurSind Torino accende i riflettori sulla gestione del tempo parziale nell’Asl To4, chiedendo l’intervento della Consigliera di Parità della Regione Piemonte, Chiara Cerrato, per tutelare il personale alle prese con esigenze familiari e carichi di cura. Cerrato ricopre l’incarico regionale dal marzo 2025 e opera istituzionalmente sulle pari opportunità in ambito lavorativo.
La segnalazione, firmata dal segretario territoriale Giuseppe Summa e dal dirigente sindacale Asl To4 Antonio De Feo, contesta in particolare l’ultimo avviso aziendale per la concessione del regime orario a tempo parziale. Secondo NurSind, il precedente bando ordinario risaliva al 2017 e, dopo quasi un decennio, i posti messi a disposizione sarebbero nettamente insufficienti rispetto alle richieste accumulate.
Il sindacato prende come esempio gli infermieri: su una dotazione organica indicata in 1.580 unità, le possibilità offerte sarebbero soltanto 11, pari allo 0,7 per cento. Una situazione che, sostiene NurSind, non riguarderebbe soltanto il personale infermieristico ma numerosi profili sanitari e amministrativi.
A sostegno della propria denuncia l’organizzazione sindacale presenta una serie di dati storici. Secondo le rilevazioni di NurSind, gli infermieri con contratto part-time sarebbero passati da 228 nel 2012 a 103 nel 2026, con una diminuzione del 54,8 per cento. Gli operatori socio-sanitari sarebbero scesi da 32 a 21, le ostetriche da 16 a 4, i tecnici di radiologia da 31 a 8 e quelli di laboratorio da 32 a 7. Riduzioni vengono indicate anche tra gli assistenti e i coadiutori amministrativi.
Numeri che il sindacato interpreta come il segnale di una progressiva riduzione dell’utilizzo del part-time all’interno dell’azienda. NurSind riconosce le difficoltà legate alla carenza di personale e al reclutamento di alcune figure professionali, ma contesta che la risposta possa essere quella di restringere ulteriormente gli strumenti di conciliazione tra vita privata e lavoro.
Al centro della questione ci sono soprattutto i dipendenti che, oltre ai turni e alle responsabilità professionali, devono occuparsi di figli, coniugi o genitori anziani e non autosufficienti. Per NurSind, limitare la possibilità di ridurre l’orario rischia di aumentare stress e difficoltà organizzative e, nei casi più critici, di favorire l’uscita dei professionisti dal servizio sanitario.
La vicenda è già stata sottoposta anche al Comitato Unico di Garanzia aziendale. Ora il sindacato chiede alla Consigliera di Parità regionale un intervento nei confronti della Direzione generale dell’Asl To4 per verificare la sostenibilità del bando e sollecitare un ampliamento dei posti disponibili.
La richiesta è quindi quella di rimettere al centro la conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari, evitando che le difficoltà di organico finiscano, secondo il sindacato, per restringere ulteriormente uno strumento considerato essenziale da molti dipendenti dell’azienda sanitaria.