03/11/2015

Cronaca

Agliè, anziana ospite morì in casa di riposo. Alla sbarra due infermiere per omicidio colposo

Agliè

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L’anziana donna, ospite della casa di riposo Villa Sant’Anna di Agliè, era stata trovata senza vita, al fondo di una scala antincendio. La procura di Ivrea aveva avviato un’inchiesta che si è conclusa con il rinvio a giudizio di due infermiere con l’accusa di omicidio colposo. Il processo sarà celebrato a marzo del 2016.

I fatti: secondo la procura le due infermiere sarebbero responsabili del decesso di Irma Pezzetti Tonion, 78 anni, originaria di Locana. Alla sbarra andranno Anna Maria C., 63 anni, residente a Pertusio (rappresentata dall’avvocato Tullia Dalmasso) e Carmela V., 57 anni di Agliè difesa dall’avvocato Leo Davoli. La vicenda presenta ancora diversi lati oscuri che dovrebbero essere svelati in aula nel corso del processo penale. Sta di fatto che la mattina del 25 marzo l’ospite viene ritrovata cadavere alle 10,40 del mattino. E’ un’operatrice socio-sanitaria a scoprire il corpo esanime di Secondina Irma Pezzetti Tonion.

Scatta l’allarme. I carabinieri si recano presso la struttura assistenziale. E’ presente, oltre al medico legale, anche il magistrato che coordinerà le indagini. Il medico conferma: la caduta dalle scale è stata la causa che ha provocato la morte dell’anziana. Gl’inquirenti interrogano anche il romeno Gheorge T., 36 anni, un operatore che lavora nella casa di riposo. L’uomo racconta ai carabinieri della stazione di Agliè di aver visto la donna quella mattina, in due occasioni, ed era viva.

L’esame autoptico invece dimostra il contrario: il medico legale ritrova nello stomaco della vittima resti di cibo consumato la sera precedente, ovvero la sera del 24 marzo. L’ora del decesso quindi deve farsi risalire alla sera prima e non alla mattina del 25 marzo. La procura prosegue l’indagine. Vengono individuate le infermiere in servizio quella tragica notte e vengono iscritte nel registro degli indagati.

A giudizio degli inquirenti le due donne non avrebbero svolto con la dovuta diligenza il giro della camere e di non aver vigilato sulla presenza dell’anziana. Secondo la procura eporediese, se i soccorsi fossero stati tempestivi, forse la donna avrebbe potuto essere salvata.

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