Abbattimento delle liste di attesa: la Regione non ha stanziato i 25 milioni di euro annunciati

22/09/2024

Abbattimento delle liste di attesa: la Regione non ha stanziato i 25 milioni di euro annunciati

In Piemonte, la gestione delle risorse finanziarie destinate al settore sanitario solleva questioni critiche. Nonostante l’autorizzazione concessa dalla Legge di bilancio di dicembre 2023, che permetteva alle regioni di utilizzare fino allo 0,4% del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard, pari a 520 milioni di euro su scala nazionale, la regione Piemonte non ha assegnato i 25 milioni di euro promessi per ridurre le liste di attesa. Questi fondi avrebbero dovuto essere destinati alle aziende sanitarie per compensare le prestazioni aggiuntive necessarie a tale scopo. A formulare aspre critiche in questo contesto è Francesco Coppolella, segretario regionale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche.

La Regione ha deciso di reindirizzare altre risorse, originariamente stanziate per mitigare la carenza di personale, per valorizzare e incentivare il lavoro straordinario, aumentando la tariffa oraria a 60 euro. Questo cambiamento ha interessato un budget di 80 milioni di euro per il personale sanitario, di cui circa 6 milioni di euro spettavano al Piemonte, con finanziamenti previsti per il triennio 2024-2026.

La manovra finanziaria ha generato un considerevole risparmio per la regione sottolinea Coppolella – ma ha anche sottratto risorse principalmente destinate agli infermieri, che avrebbero dovuto ricevere una remunerazione maggiore per il loro impegno e la disponibilità a lavorare ore aggiuntive per affrontare la carenza di personale. Gli infermieri si trovano ora a dover fornire queste prestazioni senza ricevere il riconoscimento finanziario che lo stato aveva previsto per loro.

La situazione è aggravata dal fatto che, nonostante un accordo firmato dal presidente Cirio e una delibera di giunta regionale che ne ha preso atto, le risorse non sono state distribuite per assicurare i piani operativi volti a ridurre le liste di attesa. Di conseguenza, le aziende sanitarie si trovano in una posizione difficile, dovendo gestire le liste di attesa senza i fondi necessari conclude il segretario eregionale del Nursind -.  Questo scenario solleva interrogativi sulla valorizzazione del personale sanitario e sull’efficacia delle politiche regionali nel garantire servizi essenziali ai cittadini.

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