Occupazione in Canavese, si va verso una significativa “ripresina”

15/07/2015

Una piccola ripresa. Anzi una modesta “ripresina” dell’economia territoriale che lascia ben sperare, per quanto concerne il lavoro, per il prossimo triennio. I dati diffusi dall’Agenzia Piemonte Lavoro relativi all’andamento dell’occupazione, ricavati da quelli forniti dai Centri dell’Impiego di Chivasso, Ciriè, Cuorgnè e Ivrea, dal gennaio 2014 al mese di maggio del 2015, parlano chiaro.

Si tratta, è doveroso precisarlo di segnali incoraggianti che vanno comunque valutati con la dovuta attenzione. In definitiva: l’elaborazione compiuta dall’Agenzia Piemonte Lavoro, mostra segnali incoraggianti che in qualche modo si affiancano agli economici compiuti da Confindustria: il Pil (prodotto interno lordo) cresce seppur lentamente e, parallelamente riparte anche la domanda di lavoro.

Le previsioni sono cautamente ottimistiche: la tendenza dovrebbe ulteriormente consolidarsi i modo progressivo nel secondo semestre del 2015 e per tutto il 2016. Nonostante tutto, ed bene chiarirlo, la moderata crescita occupazionale non compenserà rapidamente la perdita dei posti di lavoro che si è verificata negli ultimi anni.

Merito del Jobs Act, varato dal governo? Difficile dirlo. Gli effetti degli sgravi contributivi sono ancora tutte da verificare. In ogni caso, stando ai dati forniti dall’Inps, in Italia le assunzioni a tempo indeterminato hanno superato la soglia del 31,4% (rispetto allo stesso periodo del 2014) e le trasformazioni hanno registrato un aumento del 23,4%.

Per quanto riguarda il Canavese, la situazione appare incoraggiante, nonostante gli effetti della crisi economica siano stati più che preoccupanti. Il raffronto tra gli iscritti ai Centri per l’Impiego e il numero delle persone avviate al lavoro mostrano una lieve inversione di tendenza rispetto al passato: su 13 mila 956 iscritti il numero degli avviamenti al lavoro sono stati 30mila 919. I contrati a tempo indeterminato passano invece dal 16% del 204 a 24% dei primi mesi di quest’anno. Gli avviamenti al lavoro riguardano in prevalenza i giovani compresi nella fascia d’età tra i 15 e i 29 anni.

La diversificazione dei comparti è relativa alle caratteristiche del settore manifatturiero territoriale. Qualche esempio: nella zona di Cuorgnè il 47% degli avviamenti ha avuto luogo nel settore manifatturiero, in percentuale nettamente superiore rispetto a quello di Chivasso e Ciriè (27%) e Ivrea (28%). Per quanto concerne il comparto dell’Istruzione, sanità e assistenza sociale il Ciriacese ha registrato una percentuale di gran lunga superiore a quella delle altre aree (+28%). Positivo il commento del presidente di Confindustria Canavese Fabrizio Gea.

Troppo presto per parlare di una netta inversione di tendenza, ma i numeri dimostrano che il Canavese possiede ancora la capacità di reagire alla crisi creando nel contempo un lieve miglioramento della situazione occupazionale.

 

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