
Chivasso, il piano regolatore guarda al clima: sarà presentato a Bruxelles il progetto pilota del Comune
Portare l’adattamento climatico dentro le scelte urbanistiche, valutando i rischi per quartieri ed edifici. È la strada intrapresa da Chivasso con il nuovo Piano regolatore generale comunale, la cui adozione è prevista entro l’anno. Un’esperienza che l’europarlamentare Pierfrancesco Maran ha invitato a presentare al Parlamento europeo durante la seconda edizione del convegno «Città in transizione climatica: pianificare e valutare l’adattamento a scala urbana», ospitato a Palazzo Santa Chiara.
«In quello che avete fatto a Chivasso c’è il seme di un futuro che vogliamo fare crescere», ha dichiarato Maran, indicando le progettualità cittadine come un «patrimonio comune» e sottolineando la necessità di «trasformare una sfida globale in tante sfide locali».
Promosso dall’assessorato comunale all’Urbanistica, l’incontro ha riunito amministratori, ricercatori e professionisti attorno a una questione concreta: come rendere sistematica la prevenzione dei rischi climatici nella pianificazione del territorio.
L’assessore e vicesindaco Pasquale Centin ha richiamato il ruolo dei finanziamenti europei ottenuti per i progetti ADAPTNOW, ClimACT e SuPeRBE, dedicati all’innovazione urbanistica e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Accanto alle criticità del sistema, ha evidenziato il contributo di una generazione preparata e sensibile alle questioni ambientali.
Secondo quanto illustrato durante il convegno, il nuovo Piano regolatore di Chivasso introduce in modo pionieristico in Italia la valutazione delle vulnerabilità climatiche del territorio. A supporto di questo percorso è stata annunciata la validazione del CEN Workshop Agreement “RBE Assessment System”, documento tecnico europeo per la valutazione del rischio climatico alla scala di quartiere e di edificio, sviluppato attraverso la collaborazione tra esperti, enti pubblici, università e imprese.
«Sono particolarmente orgoglioso che la città possa ospitare una discussione di livello internazionale su questi temi e che il cosiddetto “modello Chivasso” sia oggi oggetto di attenzione da parte di altre città e regioni europee», ha dichiarato il sindaco Claudio Castello. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità di analisi locali: le sole proiezioni regionali possono sottostimare le criticità urbane, mentre occorre considerare caratteristiche geografiche, popolazione, infrastrutture e capacità di risposta di ciascuna città.
Andrea Moro, presidente di iiSBE Italia R&D, ha illustrato il ruolo dell’esperienza chivassese nel panorama europeo. Elena Bazzan ha presentato il sistema di valutazione RBE, mentre Elisa Biolchini ha approfondito alcuni casi studio europei, mostrando il passaggio dalle strategie alle soluzioni operative.
Matthew John DeLuca e Maurizia Pignatelli, del Politecnico di Torino, hanno condiviso le sperimentazioni piemontesi del progetto SuPeRBE. Raffaella Lecchi, direttrice della Fondazione per l’architettura di Torino, ha presentato la prima Scuola di Alta Formazione sull’adattamento alla scala di edificio e quartiere.
La tavola rotonda conclusiva ha affrontato l’integrazione dell’adattamento climatico nella pratica urbanistica, con Centin, il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, l’assessora torinese Chiara Foglietta e rappresentanti del Politecnico, della Fondazione per l’architettura e degli ordini professionali. L’obiettivo è tradurre ricerca e sperimentazione in strumenti capaci di orientare stabilmente le trasformazioni delle città.