
Torino-Milano, stop al Carnet Smart: Avetta (Pd) attacca Trenitalia e chiede a Cirio di tutelare i pendolari
Prima il rincaro, poi la cancellazione dell’offerta. Alberto Avetta, consigliere regionale del Partito Democratico, contesta lo stop al Carnet Smart di Trenitalia sulla tratta ad alta velocità Torino–Milano e porta il caso in Consiglio regionale con un’interrogazione alla Giunta Cirio.
Secondo quanto denunciato da Avetta, dopo l’aumento del prezzo del carnet da 99 a 139 euro, la sua eliminazione lascerebbe ai pendolari, come alternativa, un abbonamento mensile a tariffa piena da quasi 300 euro, oltre a 2 euro per ogni prenotazione. Una soluzione che penalizzerebbe soprattutto chi raggiunge Milano soltanto alcuni giorni alla settimana, alternando il lavoro in presenza a quello da remoto.
«Un’insostenibile e sproporzionata stangata economica per chi viaggia solo alcuni giorni durante la settimana e che si vede così costretto a pagare per servizi di cui non usufruisce», sostiene il consigliere dem.
Avetta richiama il peso del pendolarismo tra i due capoluoghi e il contributo di chi sceglie di vivere in Piemonte pur lavorando a Milano. Un’utenza che, sottolinea, affronta già disservizi e che non dovrebbe essere ulteriormente penalizzata dalle politiche tariffarie.
«Trenitalia non è una Spa qualunque», afferma il consigliere, richiamandone la natura pubblica e contestando scelte che, a suo giudizio, rispondono a logiche esclusivamente commerciali.
Con l’interrogazione, Avetta chiede alla Regione Piemonte di intervenire a sostegno dei pendolari, aprendo un confronto con il ministero dei Trasporti, l’Autorità di regolazione dei trasporti e i vertici del Gruppo Ferrovie dello Stato.
«La Regione Piemonte non può essere mera spettatrice passiva di fronte alle scelte unilaterali dei gestori ferroviari che penalizzano direttamente l’economia e la vivibilità del territorio», conclude.