
STRAGE DI BRANDIZZO – Prima udienza a Ivrea, poi il rinvio al 28 ottobre: polemiche per le aule troppo piccole
È iniziata questa mattina, mercoledì 30 settembre, al Tribunale di Ivrea l’udienza preliminare per la strage ferroviaria di Brandizzo, ma il procedimento dovrà già attendere un mese prima di entrare nel vivo. Il giudice ha infatti rinviato al 28 ottobre la valutazione delle numerose richieste di costituzione di parte civile, mentre a far discutere sono state soprattutto le difficoltà logistiche del Palazzo di giustizia eporediese, dove non esiste un’aula sufficientemente grande per ospitare tutte le parti.
Per consentire lo svolgimento dell’udienza sono state utilizzate due aule videocollegate: in una hanno trovato posto giudice, accusa, difese e imputati, nell’altra i familiari delle vittime e le altre parti interessate. Una soluzione resa necessaria dall’elevato numero di persone coinvolte nel procedimento e dalla cronica carenza di spazi del tribunale di Ivrea. Già nei mesi scorsi era emersa la necessità di individuare una sede adeguata per quello che si presenta come un maxi-procedimento.
La sistemazione non è però piaciuta ai familiari dei cinque operai morti nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023. All’uscita dal tribunale, alcuni di loro hanno espresso amarezza per l’impossibilità di trovarsi nella stessa aula degli imputati e hanno chiesto che le prossime udienze possano svolgersi in uno spazio unico e più capiente.
La tragedia costò la vita a Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Aversa e Giuseppe Saverio Lombardo, travolti da un treno mentre erano impegnati in lavori di manutenzione sui binari nei pressi della stazione di Brandizzo.
Davanti al gup Mauro Cantone ci sono 21 persone e tre società – Rfi, Sigifer e Clf – per le quali la Procura di Ivrea ha chiesto il rinvio a giudizio. Le contestazioni, formulate a vario titolo, comprendono omicidio colposo plurimo, disastro ferroviario e violazioni della normativa sulla sicurezza del lavoro.
L’inchiesta ha prodotto una mole imponente di materiale: dodici faldoni cartacei e circa 84 terabyte di documentazione digitale. Secondo l’impostazione dell’accusa, la morte dei cinque operai sarebbe riconducibile non soltanto agli errori commessi quella notte, ma anche a carenze nella gestione della sicurezza e nell’organizzazione del lavoro che dovranno essere valutate nel corso del procedimento.
Il prossimo appuntamento è dunque fissato per 28 ottobre. Nel frattempo resta aperto anche il problema degli spazi: un nodo che, già alla prima udienza, si è trasformato in uno dei temi più delicati del procedimento sulla strage di Brandizzo.