
Ivrea, corso Vercelli, 1.086 firme contro il nuovo polo commerciale: «No ad altro consumo di suolo»
Sono 1.086 le firme consegnate al sindaco Matteo Chiantore contro il progetto commerciale previsto in corso Vercelli. Una mobilitazione che va oltre il possibile arrivo di McDonald’s e mette nel mirino soprattutto il modello di sviluppo della città, con nuove attività concentrate nelle aree periferiche e il conseguente consumo di terreno ancora libero.
La questione è stata affrontata direttamente durante un incontro tra il promotore della petizione e il primo cittadino. Chiantore avrebbe riconosciuto le criticità dell’intervento, chiarendo tuttavia che la possibilità di edificare strutture commerciali in quell’area deriva da scelte urbanistiche precedenti all’attuale amministrazione.
La destinazione commerciale è infatti già prevista dal Piano regolatore, attraverso un percorso avviato diversi anni fa. Nel frattempo i proprietari dell’area hanno sostenuto spese, commissionato perizie e sviluppato progetti facendo affidamento sulle previsioni urbanistiche vigenti.
Una situazione che, secondo l’amministrazione, rende oggi particolarmente difficile bloccare l’operazione senza il rischio di contenziosi e richieste di risarcimento. C’è inoltre un elemento da precisare: allo stato attuale non risulterebbe formalmente presentata una pratica intestata a McDonald’s, nonostante il nome della multinazionale sia stato più volte associato al progetto.
La raccolta firme assume quindi un significato più ampio rispetto alla contestazione di una singola attività commerciale. Al centro c’è la richiesta di evitare una progressiva espansione delle medie strutture di vendita nelle zone esterne alla città e di proteggere sia il territorio sia il commercio di vicinato.
Su questo fronte l’amministrazione rivendica di avere già assunto una linea più restrittiva per il futuro. Sono state infatti respinte ipotesi di nuove medie strutture commerciali a Villa Pautasso, nell’area della stazione e nella zona di San Lorenzo.
Il caso di corso Vercelli resta però più complesso proprio perché legato a diritti e previsioni urbanistiche maturati negli anni precedenti. Le 1.086 firme consegnate al sindaco rappresentano comunque un segnale politico significativo: una parte della città chiede che le prossime scelte urbanistiche puntino maggiormente sul recupero delle aree già costruite e sulla tutela del suolo ancora libero.