
Caccia in Piemonte, AVS alza il muro: 11 emendamenti per limitare deroghe, visori notturni e uso dell’arco
Rafforzare la tutela della fauna selvatica, restringere le possibilità di caccia e aumentare la sicurezza di chi frequenta boschi e montagne. È la linea portata avanti in Consiglio regionale da Alleanza Verdi e Sinistra, che attraverso la consigliera Valentina Cera ha presentato 11 emendamenti alla legge regionale di riordino della materia venatoria.
La posizione di AVS parte da una valutazione politica molto netta: in un contesto segnato da crisi climatica, siccità, incendi e progressivo impoverimento degli habitat naturali, la caccia sportiva dovrebbe essere fortemente limitata e, nella prospettiva del movimento, superata.
«Ho presentato 11 emendamenti alla legge regionale di riordino – ha spiegato Cera – per proteggere definitivamente la pernice bianca, fermare l’uso dell’arco e dei visori notturni, aumentare la sicurezza di chi frequenta boschi e montagne, rafforzare i controlli, ridurre deroghe e privilegi».
Secondo la consigliera regionale, l’aggravarsi delle condizioni ambientali rende necessario un cambio di impostazione nelle politiche faunistiche. «Mentre incendi, siccità e crisi climatica rendono sempre più fragile la vita degli animali selvatici, la risposta della politica non può essere concedere nuovi strumenti e nuove possibilità a chi vuole sparare», ha aggiunto.
AVS contesta inoltre le scelte contenute nel disegno di legge nazionale sulla caccia attualmente all’esame del Parlamento, definito dal movimento in termini fortemente critici, e accusa il Piemonte di mantenere tra le specie cacciabili animali che, secondo la stessa formazione politica, richiederebbero invece maggiori forme di protezione.
Il riferimento principale è alla pernice bianca, specie simbolo degli ambienti alpini, che AVS vuole sottrarre definitivamente all’attività venatoria.
La battaglia politica si concentra anche sul principio di fruizione condivisa del territorio. Per Cera, boschi e montagne non possono essere considerati spazi riservati all’attività venatoria, ma luoghi frequentati da escursionisti, famiglie e cittadini, sui quali occorre garantire maggiori condizioni di sicurezza.
«Gli animali non appartengono ai cacciatori e le nostre montagne non appartengono alle doppiette», è il messaggio con cui AVS sintetizza la propria posizione.
Il gruppo annuncia quindi che continuerà a sostenere questa linea sia dentro sia fuori dal Consiglio regionale del Piemonte, puntando a trasformare gli emendamenti presentati in un confronto più ampio sul futuro della caccia e sulla tutela della biodiversità.