
Chivasso, bandiera palestinese in Comune, Clara Marta (FI) ne chiede la rimozione: «Palazzo Santa Chiara è la casa di tutti»
La bandiera palestinese esposta sul balcone dell’Ufficio elettorale di Palazzo Santa Chiara dovrebbe essere rimossa domani, mercoledì 19 agosto. È quanto il sindaco di Chivasso Claudio Castello avrebbe assicurato alla consigliera comunale di Forza Italia Clara Marta, intervenuta nel pomeriggio di oggi, martedì 18 agosto, per chiedere che il vessillo venisse tolto dall’edificio istituzionale.
Secondo quanto riferito dall’esponente di opposizione, Marta si è recata inizialmente negli uffici comunali con l’intenzione di sollecitare la rimozione della bandiera. Poiché gli uffici stavano chiudendo, le sarebbe stato indicato di rivolgersi direttamente al primo cittadino. La consigliera ha quindi incontrato Castello, dal quale avrebbe ricevuto rassicurazioni sulla rimozione prevista per domani.
«Prendo atto della disponibilità del sindaco – dichiara Clara Marta – ma la vicenda merita di essere spiegata, perché non si tratta di un capriccio».
La consigliera richiama la legge 22 del 1998 e il decreto del presidente della Repubblica 121 del 2000, che disciplinano l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici. Secondo la sua interpretazione, le disposizioni individuano nel tricolore e nella bandiera dell’Unione europea i vessilli istituzionali e non contemplano l’esposizione di quello di uno Stato estero per esprimere una posizione politica su un conflitto internazionale.
«Non è una semplice svista formale – sostiene – ma la differenza tra un Comune e un partito. Un edificio istituzionale rappresenta tutti i cittadini e non la sensibilità politica di chi lo amministra temporaneamente».
Marta richiama anche il principio di imparzialità della pubblica amministrazione sancito dall’articolo 97 della Costituzione. A suo giudizio, l’esposizione della sola bandiera palestinese rappresenterebbe una scelta di campo compiuta dall’Amministrazione comunale, mentre posizioni di questo genere dovrebbero essere assunte dai partiti nelle sedi politiche.
«Nel mondo sono in corso numerosi conflitti e sugli edifici comunali non vengono esposte le bandiere armena, curda, sudanese, ucraina o congolese – osserva la consigliera –. Quando si sceglie il vessillo relativo a una sola guerra non si sta semplicemente informando o manifestando solidarietà: si prende una posizione».
La richiesta riapre un confronto politico che nei mesi scorsi aveva già diviso maggioranza e opposizione. Per la consigliera comunale di Forza Italia il punto centrale resta la funzione di Palazzo Santa Chiara: «Il Comune non è la sede di un partito. È la casa di tutti».
Ora si attende la rimozione del vessillo che, stando a quanto riferito dalla consigliera dopo il colloquio con il sindaco Castello, dovrebbe avvenire nella giornata di domani, mercoledì 19 agosto.