
Pertusio: lascia l’ospedale per diventare medico di famiglia: Michele Boero raccoglie l’eredità del padre
Secondo alcuni i medici delle ultime generazioni sono diventati più distanti e meno disponibili all’ascolto del paziente, spesso assorbiti dalla gestione dell’urgenza. Un’immagine che difficilmente può essere associata al dottor Michele Boero. Il medico canavesano, 32 anni, laureato in Medicina nel 2018, ha infatti scelto di lasciare l’incarico di chirurgo vascolare all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino per intraprendere la professione di medico di famiglia a Pertusio, dove svolgerà la propria attività in un ambulatorio allestito all’interno del Municipio e messo a disposizione dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Damini.
Una scelta controcorrente, dettata con ogni probabilità anche da un forte legame con il proprio territorio e con la storia della famiglia. Michele Boero raccoglie infatti l’eredità professionale del padre Paolo Boero, storico medico di base scomparso prematuramente nel 2024 all’età di 65 anni. La sua figura è rimasta nel ricordo della comunità come quella di un professionista preparato, disponibile e profondamente umano. Con il ritorno del figlio, l’Alto Canavese ritrova un medico di famiglia e una risposta concreta al problema, sempre più sentito, della carenza di dottori nei piccoli centri.
La decisione del giovane medico ha raccolto apprezzamenti anche dal mondo politico. L’onorevole Chiara Gribaudo gli ha inviato una lettera nella quale ha definito la sua scelta un esempio di straordinario senso del dovere, umanità e responsabilità. Secondo la parlamentare, lasciare una carriera ospedaliera per tornare a Pertusio, raccogliendo l’eredità del padre e scegliendo di non lasciare senza assistenza i suoi pazienti, rappresenta un gesto che va ben oltre la professione medica e testimonia concretamente il significato del prendersi cura di una comunità.
Sulla stessa linea anche l’assessore di Rivarolo Canavese, Alessia Cuffia, che ha sottolineato come la scelta di Michele Boero dimostri che i territori di provincia non sono realtà da abbandonare, ma comunità da preservare. A suo giudizio, nei piccoli Comuni il medico, al pari del sindaco, rappresenta un punto di riferimento fondamentale perché conosce le persone, le famiglie e la loro storia. Per questo motivo, ha osservato, la tutela dei servizi essenziali – dalla sanità alla scuola, fino ai negozi e alle farmacie – è indispensabile per evitare lo spopolamento e mantenere vive le comunità locali. La decisione del giovane medico, secondo l’assessore, rappresenta così un messaggio importante sul futuro dei piccoli paesi italiani.