
La lista civica “Per Chivasso” rilancia con forza l’allarme sicurezza: «Serve un presidio fisso alla stazione»
L’aggressione al capostazione della stazione ferroviaria di Chivasso rappresenta, secondo il capogruppo consigliare della lista civica “Per Chivasso” Bruno Prestia, l’ennesimo episodio di una situazione ormai fuori controllo. Il riferimento è all’agente di Rfi colpito con una testata mentre cercava di impedire a un uomo di attraversare i binari, dopo la violenta rissa avvenuta appena tre giorni prima nell’atrio della stazione, dove due persone si erano affrontate utilizzando bottiglie di vetro rotte, seminando il panico tra viaggiatori e pendolari.
Prestia esprime la propria solidarietà, a nome del gruppo consiliare, al capostazione ferito e a tutti i lavoratori ferroviari, ringraziando al tempo stesso Carabinieri e Polizia Locale per il tempestivo intervento che, in entrambe le circostanze, ha consentito di fermare i responsabili.
A giudizio dell’esponente politico, gli episodi avvenuti alla stazione si inseriscono in un quadro più ampio di crescente insicurezza che comprende anche la sparatoria di via Paleologi, l’aggressione a una ragazza al parco, quella subita da una commerciante nel proprio esercizio e da una commessa di supermercato.
Per Prestia, tuttavia, la solidarietà non è più sufficiente. «Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile – afferma –. Questi fatti avvengono all’interno di un’area dichiarata “Zona Rossa”, un provvedimento che avrebbe dovuto garantire maggiore sicurezza ma che, nei fatti, non ha impedito il ripetersi di gravi episodi di violenza».
Il capogruppo ricorda inoltre la petizione consegnata nei mesi scorsi al Prefetto, sottoscritta da circa 2.500 cittadini, con la quale veniva chiesta l’istituzione di un presidio fisso delle forze dell’ordine all’interno della stazione. «Alla luce di quanto sta accadendo – sostiene – quella richiesta appare oggi ancora più attuale e non più rinviabile».
Per Chivasso torna quindi a sollecitare l’Amministrazione comunale affinché si faccia promotrice presso la Prefettura dell’attuazione della richiesta avanzata dai firmatari della petizione. «Servono un presidio permanente, controlli più incisivi e tolleranza zero. Non possiamo accettare che lavoratori, studenti e pendolari vivano con la paura di frequentare la stazione o di passeggiare in città. I cittadini sono stanchi e preoccupati: questa non è la Chivasso che vogliamo».