
CNA Piemonte lancia l’allarme: «Il credito resta troppo caro per artigiani e piccole imprese»
I tassi di interesse stanno diminuendo, ma per artigiani e piccole imprese il costo del credito continua a rimanere elevato, soprattutto quando si tratta di finanziamenti di importo contenuto. È quanto emerge da un’analisi di CNA Piemonte sui dati relativi ai finanziamenti alle imprese aggiornati al 31 dicembre 2025, che evidenzia come proprio le operazioni fino a 50 mila euro continuino a scontare condizioni economiche significativamente più onerose rispetto ai prestiti di importo maggiore.
Secondo lo studio, il TAEG medio nazionale per i finanziamenti destinati agli investimenti si attesta al 3,96%, ma sale al 6,08% per le operazioni fino a 50 mila euro. Ancora più marcata la differenza per i prestiti destinati alla liquidità: a fronte di un tasso medio del 4,95%, le imprese che richiedono finanziamenti fino a 50 mila euro arrivano a sostenere un TAEG medio dell’8,73%.
Numeri che, secondo CNA Piemonte, rischiano di penalizzare proprio il tessuto produttivo costituito da micro e piccole imprese, chiamate oggi ad affrontare investimenti legati alla digitalizzazione, alla sostenibilità, all’innovazione e all’aumento dei costi di gestione.
«Le imprese artigiane e le piccole aziende del Piemonte stanno vivendo una fase di profonda trasformazione – osserva Giovanni Genovesio –. In questo contesto l’accesso al credito non può trasformarsi in un ulteriore ostacolo. È paradossale che proprio chi richiede importi limitati per investire o mantenere la propria attività debba sostenere condizioni economiche molto più onerose rispetto ai finanziamenti di importo elevato. Il rischio è rallentare gli investimenti e ridurre la competitività delle imprese».
Per l’associazione è necessario che la riduzione dei tassi decisa dalla politica monetaria si traduca in un effettivo alleggerimento del costo del credito anche per le aziende di minori dimensioni.
Secondo Delio Zanzottera occorre rafforzare gli strumenti che favoriscono l’accesso ai finanziamenti, valorizzando il ruolo dei Confidi, rendendo più efficaci le garanzie pubbliche, semplificando le procedure e riducendo i tempi di risposta degli istituti di credito. Zanzottera sottolinea inoltre l’importanza di una valutazione che tenga conto non soltanto degli indicatori finanziari, ma anche della storia dell’impresa, della sua solidità e della capacità di creare valore sul territorio.
CNA Piemonte riconosce che, rispetto ai picchi registrati nel 2023, la discesa dei tassi rappresenta un segnale positivo. Tuttavia, evidenzia come il costo del credito rimanga ancora significativamente superiore ai livelli precedenti alla stretta monetaria e continui a gravare soprattutto sui finanziamenti di piccolo importo, quelli maggiormente utilizzati da artigiani e microimprese.
Per l’associazione, sostenere la crescita del sistema produttivo piemontese significa rendere il credito realmente accessibile. Senza un sistema finanziario più equo, conclude CNA Piemonte, il calo dei tassi rischia di rimanere un beneficio solo teorico, senza produrre effetti concreti sull’economia reale e sulla capacità delle imprese di investire e crescere.