
A Pont Saint Martin rivive la stagione dei moti del 1821: musica e storia con l’ensemble «Gli Invaghiti»
Un viaggio tra musica, passioni politiche e pagine decisive della storia piemontese. Domenica 14 giugno, alle 21, la suggestiva chiesa di Fontaney a Pont-Saint-Martin ospiterà «Viva la Rivoluzione – Viva il Re!», spettacolo inserito nel cartellone di Kalendamaya, Festival internazionale di cultura e musica antica, realizzato in collaborazione con la Biblioteca comunale e il Comune di Pont-Saint-Martin.
Protagonista della serata sarà l’Ensemble Vocale e Strumentale «Gli Invaghiti», formazione fondata nel 2008 da Fabio Furnari, che ne cura anche l’ideazione e la direzione artistica. Accanto al tenore Furnari si esibiranno Bruno Raspini al violino ottocentesco, Giulio De Felice al flauto ottocentesco, Cristiano Arata alla chitarra romantica, mentre Ivana Negro e Piero Cognasso saranno le voci narranti.
Lo spettacolo ripercorrerà i moti rivoluzionari piemontesi del 1821, uno dei momenti più intensi e drammatici della storia del Regno di Sardegna. Dopo la parentesi napoleonica e il ritorno dei Savoia sui loro troni in seguito al Congresso di Vienna, le idee liberali e costituzionali iniziarono a diffondersi tra la nobiltà illuminata e la borghesia, dando vita a un movimento che chiedeva riforme e una maggiore partecipazione politica.
Al grido di «Viva la Rivoluzione, Viva il Re», i rivoltosi conquistarono diverse piazzeforti del Regno. Vittorio Emanuele I abdicò in favore del fratello Carlo Felice, affidando temporaneamente la reggenza al giovane Carlo Alberto, che concesse la Costituzione salvo poi essere costretto ad abbandonare Torino quando Carlo Felice decise di soffocare il movimento. Molti patrioti furono arrestati o costretti all’esilio. Tra i protagonisti di quella stagione spicca la figura di Santorre di Santarosa, di cui ricorre il bicentenario della morte.
Attraverso racconti in prima persona e un repertorio musicale eseguito con strumenti storici, il pubblico sarà accompagnato in un percorso che intreccia vicende umane e grandi eventi storici. In programma musiche di Mauro Giuliani, Ferdinando Carulli, Francesco Molino, Johann Simon Mayr, Giovanni Paisiello e Niccolò Paganini, compositori che vissero e operarono proprio negli anni delle rivoluzioni e della Restaurazione.
Con oltre quaranta programmi e più di cinquecento concerti realizzati in Italia e all’estero, «Gli Invaghiti» rappresentano una delle realtà più apprezzate nel campo della riscoperta e della valorizzazione del patrimonio musicale europeo e mediterraneo. La loro attività si distingue per il rigore filologico e per l’attenzione alla ricostruzione del contesto storico e artistico delle opere eseguite.
L’ingresso sarà a offerta libera fino ad esaurimento dei posti disponibili. Gli organizzatori consigliano la prenotazione scrivendo all’indirizzo di posta elettronica concerti@invaghiti.info.