
“Musica, parole e immagini per la pace”: a Pavone Canavese una serata di emozioni, giovani talenti e speranza
Una serata intensa, partecipata e carica di emozioni, dove la musica si è trasformata in linguaggio universale di pace, dialogo e speranza. È quanto vissuto il 20 maggio all’interno dell’Oratorio Santa Marta di Pavone Canavese, teatro dell’evento “Musica, Parole e Immagini per la Pace”, iniziativa che ha saputo unire arte, riflessione e impegno civile coinvolgendo pubblico e giovani protagonisti.
Al centro della serata il progetto educativo “Peace Generation”, laboratorio di songwriting ideato da Fabrizio Zanotti insieme a Emergency Canavese. Una decina di giovani musicisti e cantanti, di età compresa tra i dieci e i trentatré anni, si sono esibiti in brani originali nati proprio all’interno del percorso creativo guidato dal cantautore e musicista canavesano.
Canzoni intense, profonde e ritmate, capaci di affrontare temi delicati come la pace, la guerra e il bisogno di costruire relazioni autentiche in un tempo segnato da tensioni internazionali e da un crescente clima di riarmo. I giovani artisti hanno saputo conquistare il pubblico con testi sinceri e arrangiamenti coinvolgenti, trasformando la serata in un’esperienza collettiva di ascolto e partecipazione.
L’appuntamento di Pavone è stato anche un’importante occasione per presentare ufficialmente il progetto “Peace Generation”, che continuerà il proprio percorso artistico nei prossimi mesi. Tutti i partecipanti saliranno infatti sul palco della terza edizione del Festival della Pace 2026, in programma il 3 giugno nel cortile del Museo Garda di Ivrea nell’ambito degli eventi collegati alla Grande Invasione. Prevista una replica mattutina dedicata alle scuole e uno spettacolo serale aperto al pubblico alle ore 21 con ingresso libero. I ragazzi si esibiranno inoltre il 31 maggio ad Aosta e saranno protagonisti anche della rassegna musicale “Pixel” prevista a settembre.
Particolarmente toccante il momento finale dedicato agli interventi del pubblico. Tra le testimonianze più intense quella dello scrittore canavesano-palestinese Muin Masri, recentemente insignito della cittadinanza onoraria dal Comune di Candia Canavese. Masri ha voluto elogiare i giovani protagonisti della serata, ricordando come alla loro età, nella propria esperienza personale, fosse costretto a pensare soprattutto a sopravvivere, senza poter vivere la bellezza dell’arte, della musica e dei colori della vita. «Per noi – ha spiegato – esisteva soltanto il grigio».
A tracciare il bilancio dell’iniziativa è stato Michele Cavaliere, presidente del Consiglio comunale di Pavone Canavese, che ha sottolineato il valore culturale e sociale del progetto. «È stata una serata viva, fresca, piena di ritmo e speranza. Progetti come Peace Generation devono essere sostenuti perché dietro c’è un enorme lavoro che produce risultati straordinari».
Cavaliere ha inoltre voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: Fabrizio Zanotti, ideatore del progetto, Lorenzo Pison per il supporto tecnico audio, Silvio Conte di Emergency Canavese, Maurilio per il fondamentale lavoro di coordinamento tecnico tra strumenti e voci, Antonio Savastano e lo stesso Muin Masri, definito affettuosamente “mezzo canavesano e mezzo palestinese, un autentico CanaveStinese”.
Un ringraziamento speciale è stato infine rivolto ai giovani musicisti e cantanti protagonisti della serata, capaci di portare entusiasmo, autenticità e una ventata di energia positiva. Tra le curiosità più apprezzate dal pubblico anche la presenza sul palco di una mamma insieme ai suoi tre figli, tutti coinvolti nel progetto musicale.
Una serata che ha dimostrato come la cultura, la musica e la partecipazione possano ancora diventare strumenti concreti per parlare di pace e costruire comunità.