
“Baroque & more” cresce e approda a Ivrea: musica barocca tra territorio e vocazione europea
Dopo il debutto dello scorso anno, il festival Baroque & more amplia i propri orizzonti e coinvolge nuovi spazi simbolo del Canavese. La rassegna dedicata alla musica barocca, ideata da Yvan Dejaeghere insieme all’organista Luc Ponet, torna con un programma più articolato e con una significativa novità: l’approdo al Teatro Giacosa.
Dopo il successo della prima edizione ospitata interamente a Chiaverano, il festival compie un passo avanti e coinvolge anche Ivrea. Il primo appuntamento è in programma sabato 2 maggio 2026 alle ore 21, proprio al Teatro Giacosa, mentre domenica 3 maggio alle 16 la rassegna farà ritorno nella chiesa di San Silvestro Papa a Chiaverano, luogo che ha ispirato la nascita del progetto grazie alla presenza di uno storico organo.
«Questo festival nasce da un legame personale con il Canavese, un territorio che sento ormai anche mio – spiega Dejaeghere –. Dopo l’esperienza dello scorso anno a Chiaverano, abbiamo voluto fare un passo in più, coinvolgendo anche Ivrea. L’idea è quella di creare un ponte tra questa terra e l’Europa, attraverso una musica capace ancora oggi di emozionare e unire».
Il programma propone un viaggio nella musica barocca europea, eseguita con strumenti originali e secondo la prassi storica, ma con un approccio accessibile anche ai non specialisti. In cartellone composizioni di Telemann, Lully, Monteverdi, Scarlatti e Torelli, con particolare attenzione alla tromba barocca e all’alternanza tra repertorio strumentale e vocale.
Alla base del festival c’è un legame profondo e autentico con il territorio, come racconta lo stesso ideatore: «Il mio rapporto con questa regione risale a molti anni fa. Da giovane trascorrevo le vacanze in campeggio tra Aosta e il Canavese con la mia famiglia. I miei genitori hanno gestito per circa dieci anni un campeggio a Cascinette d’Ivrea, permettendoci di vivere questi luoghi in modo ancora più intenso».
Un legame che si è rafforzato nel tempo fino a diventare scelta di vita: «Anche mia moglie si è innamorata di questo territorio. Abbiamo acquistato una casa a Chiaverano, dove oggi trascorriamo gran parte dell’anno. Pur essendo belgi, ci sentiamo ormai un po’ chiaveranesi».
Determinante è stato anche l’incontro con Luc Ponet: «Durante una sua visita, è rimasto affascinato dallo storico organo della chiesa di San Silvestro. Da questo entusiasmo condiviso è nata l’idea del festival».
I primi concerti del 2025 hanno raccolto ampi consensi, sia tra gli appassionati sia tra un pubblico più ampio. «Quest’anno vogliamo proseguire su questa strada – conclude Dejaeghere – ampliando il progetto e coinvolgendo anche Ivrea, per continuare a valorizzare il patrimonio artistico e musicale del territorio».
Baroque & more si conferma così un’iniziativa capace di coniugare cultura, identità locale e apertura internazionale, trasformando il Canavese in un punto di incontro tra tradizione musicale e nuove prospettive europee.