
Sanità, allarme dei sindacati sugli organici: “Senza nuovi infermieri sistema a rischio”. Confronto con la Regione
La carenza di personale infermieristico torna al centro del confronto tra Regione e organizzazioni sindacali, proprio mentre il sistema sanitario si prepara a una fase decisiva con l’avvio delle Case e degli Ospedali di comunità. Un passaggio cruciale che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, rischia di scontrarsi con una realtà fatta di organici insufficienti e difficoltà operative sempre più evidenti.
Nei giorni scorsi Cisl Funzione Pubblica, Nursind, Fials e Nursing Up avevano denunciato l’impossibilità di attivare nuovi servizi mantenendo gli attuali standard con il personale disponibile, arrivando a ipotizzare una mobilitazione. Un allarme che ha portato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi a riconvocare le sigle sindacali per un incontro previsto nei prossimi giorni, determinando una temporanea sospensione delle iniziative di protesta.
Dal canto suo, l’assessore ha ribadito l’intenzione di continuare a investire sulle prestazioni aggiuntive e sul rafforzamento della professione infermieristica, attraverso borse di studio e iniziative di orientamento nelle scuole superiori. Tuttavia, per i sindacati, il nodo resta strutturale e riguarda soprattutto la carenza di personale.
A fronte delle circa 2mila assunzioni rivendicate dalla Regione dal giugno 2023, le organizzazioni evidenziano uno squilibrio tra le diverse figure professionali: a livello regionale si registra un aumento della dirigenza medica (+103), ma mancherebbero all’appello 383 infermieri e 34 infermieri pediatrici rispetto agli obiettivi fissati. Ancora più critico il dato sulle nuove assunzioni: a fronte di un target di 700 unità, ne sarebbero state realizzate 317, concentrate in gran parte tra l’Asl Città di Torino e il Mauriziano.
Il trend, secondo i sindacati, è in peggioramento: a settembre gli infermieri in servizio erano 21.630, scesi di circa cento unità a gennaio. Una flessione che interessa quasi tutte le aziende sanitarie e che rischia di compromettere la tenuta del sistema. «Senza il contributo dell’infermieristica, che rappresenta il collante operativo dell’organizzazione sanitaria, il sistema rischia il collasso funzionale», sottolineano.
Le criticità emergono anche a livello locale. Nell’ambito dell’Asl To4, ad esempio, il fabbisogno stimato è di oltre 2.000 infermieri, a fronte di una disponibilità attuale di circa 1.620 unità. Una distanza significativa, che preoccupa in vista dell’attivazione dei nuovi servizi territoriali.
Il confronto con la Regione sarà dunque determinante per chiarire tempi e modalità degli interventi. I sindacati, però, mantengono alta l’attenzione e avvertono: senza risposte concrete e tempestive, la mobilitazione resta sul tavolo.