Nuovo ospedale a Ivrea, investimento da 215 milioni: 301 posti letto e lavori al via entro il 2028

09/04/2026

In nuovo ospedale per Ivrea e il Canavese prende forma: sorgerà nell’area ex Montefibre e avrà 301 posti letto, con un investimento complessivo da 215 milioni di euro. Il progetto è stato presentato ieri, mercoledì 8 aprile, nella sala Dorata del Comune di Ivrea alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio, del sindaco Matteo Chiantore e del direttore generale dell’Asl To4 Luigi Vercellino.

La nuova struttura si estenderà su 69mila metri quadrati, di cui 56mila destinati all’attività sanitaria, con circa sessanta posti letto in più rispetto all’attuale ospedale, progettato nel 1956. Dei 215 milioni previsti, 6 sono già stati anticipati dalla Regione per la progettazione, mentre il finanziamento principale sarà garantito dall’Inail, che seguirà anche i cantieri.

L’iter è già avviato: dopo la gara del 2024 e l’aggiudicazione nel 2025, entro giugno 2026 è prevista la consegna del progetto all’Inail. Nel 2027 arriveranno approvazione e validazione, mentre nel 2028 partiranno i lavori, con una durata stimata di tre anni.

Il nuovo ospedale sarà progettato come struttura compatta ed efficiente, con attenzione alla sostenibilità: il 78% dell’energia sarà prodotto da fonti rinnovabili e sarà garantito il recupero delle acque piovane. Centrale la “Main Street” interna, che separerà le aree a diversa intensità assistenziale, migliorando l’organizzazione dei flussi. Previsti inoltre spazi per la telemedicina e soluzioni tecniche flessibili per futuri sviluppi.

«È un’opera attesa da anni che oggi prende forma concreta – dichiarano Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – capace di coniugare qualità delle cure, innovazione e sostenibilità».

«Un passaggio fondamentale per il territorio», aggiunge il sindaco Matteo Chiantore, mentre per il direttore generale Luigi Vercellino si tratta del «superamento di un’attesa lunga decenni».

Soddisfazione anche dai consiglieri regionali Alberto Avetta e Gianna Pentenero, che parlano di «fatto storico», sottolineando però la necessità di intervenire anche sulla viabilità per garantire piena accessibilità alla futura struttura.

Il nuovo presidio si inserisce nel piano regionale di edilizia sanitaria da quasi 5 miliardi di euro, destinato a rinnovare la sanità piemontese.

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