
Castellamonte, l’ex ospedale rinasce come Casa della cultura e della socialità. Dal PNRR tre milioni di euro
Da edificio sanitario dismesso a nuovo spazio dedicato alla cultura e alla socialità. A Castellamonte, nel cuore della città in piazza Martiri della Libertà, l’ex ospedale cittadino è ormai pronto a riaprire con una nuova funzione grazie ai fondi del PNRR, dopo un importante intervento di riqualificazione durato due anni.
Il progetto, sostenuto con 3 milioni di euro di finanziamenti, ha permesso di recuperare 1840 metri quadrati di superficie, restituendo alla comunità un edificio che rischiava di rimanere inutilizzato. L’intervento è stato realizzato nell’ambito dei Piani Urbani Integrati (PUI) della Missione 5 del PNRR, dedicata all’inclusione sociale, con la regia della Città metropolitana di Torino e la collaborazione del Comune.
A fare il punto sull’avanzamento dei lavori è stato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, tornato in città giovedì 26 marzo per un sopralluogo insieme alla consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano e al sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza. La visita ha confermato che il cantiere procede nel pieno rispetto del cronoprogramma.
Tra gli interventi realizzati figurano l’adeguamento antisismico dell’edificio e il miglioramento dell’efficienza energetica, con un salto di almeno due classi energetiche che consentirà anche una riduzione dei costi di gestione.
All’interno della struttura stanno prendendo forma i nuovi spazi che ospiteranno diversi servizi destinati alla comunità: l’ampliamento della biblioteca civica, che potrà contare su un patrimonio di circa 3mila volumi, l’archivio storico comunale, ambienti dedicati agli Artisti della Ceramica, il centro culturale “Costantino Nigra”, oltre a nuove aree di aggregazione per giovani e anziani e sportelli dedicati ai servizi sociali.
Particolare attenzione è rivolta anche ai progetti di ceramicoterapia, che troveranno sede proprio nel nuovo civic centre. Negli ultimi anni Castellamonte ha lavorato per rafforzare il proprio ruolo di capitale della ceramica, e questi spazi permetteranno ai ceramisti di organizzare corsi e attività dedicate. Modellare l’argilla, infatti, è riconosciuto come un’attività capace di ridurre stress e ansia e viene utilizzata anche come forma di terapia ricreativa, rivolta in particolare a minori con disagio sociale o persone con disabilità.
Con la conclusione dei lavori, l’ex ospedale si prepara quindi a diventare un nuovo punto di riferimento culturale e sociale per la città, trasformando uno spazio a lungo inutilizzato in un luogo aperto alla comunità.
F.S.