
Da Chivasso a Wall Street: Khaby Lame e la scommessa da 975 milioni che trasforma un creator in asset finanziario
Khaby Lame non ha mai avuto bisogno di parlare per farsi capire. Un gesto, uno sguardo, una mano aperta e la gag è già finita. Da Chivasso ai feed di mezzo mondo, ha costruito un linguaggio universale, senza parole e senza confini. Oggi però quella semplicità entra in una fase nuova e molto più rischiosa: non più solo viralità, ma finanza, azioni, valutazioni da capogiro.
Nei giorni scorsi è stata annunciata un’operazione che fa rumore: la holding di Hong Kong Rich Sparkle Holdings intende acquisire il 100% della società di Khaby, Step Distinctive Limited, con una valutazione di 975 milioni di dollari. L’obiettivo è creare un “polo degli influencer” insieme a un partner cinese del live-commerce, unendo oltre 160 milioni di follower a una macchina industriale capace di trasformare contenuti in vendite, ordini e margini.
Ma quel quasi miliardo non è un assegno. L’acquisizione avverrebbe tramite scambio azionario: 75 milioni di azioni ordinarie emesse a favore dei venditori, tra cui lo stesso Khaby, che così non incassa ma entra nella cabina di comando di una società quotata. È il passaggio chiave: il creator diventa asset finanziario, non più solo volto, ma infrastruttura.
Il progetto punta sul live-commerce, mercato in forte espansione anche in Occidente grazie a TikTok Shop: il video attira, la diretta converte. In questo schema Khaby è perfetto perché la sua comicità è immediata e globale, quindi scalabile. Ma la scommessa è fragile. La valutazione è “di carta”, legata all’andamento del titolo e alla fiducia del mercato. Se il progetto non produce ricavi solidi, il castello si sgonfia.
C’è poi un tema ancora più delicato: la creazione di un “AI Digital Twin” di Khaby, un gemello digitale capace di generare contenuti e live multilingua 24 ore su 24. Un’idea redditizia, ma rischiosa, che apre interrogativi su identità, trasparenza e reputazione. Per un creator nominato Goodwill Ambassador UNICEF, la credibilità è capitale.
Questa operazione racconta come la creator economy stia diventando industria e finanza. È una scommessa ambiziosa, forse inevitabile. Ma il confine tra hype e valore reale è sottile: le visualizzazioni non bastano, servono numeri da azienda, regole chiare e fiducia duratura. Se reggerà, Khaby Lame diventerà il primo creator davvero industriale. Se cederà, resterà una lezione: la fama è veloce, il valore molto meno.
f.s.