
Carnevale di Chivasso, edizione ridotta all’osso: il 6 gennaio solo una sfilata tra tagli, incertezze e fondi congelati
Il Carnevale di Chivasso è pronto a tornare, ma lo fa in tono minore e con un’impostazione che segna una netta discontinuità rispetto al passato. Il via ufficiale dell’edizione 2026 è fissato per lunedì 6 gennaio, ma il programma si presenta ridotto all’essenziale, lontano dal clima festoso e articolato che per decenni ha accompagnato uno degli appuntamenti più identitari della città.
Quest’anno, infatti, la manifestazione si concentrerà in un’unica sfilata mattutina nel centro storico. Nessun evento collaterale, nessuna cerimonia di presentazione ufficiale, nessun appuntamento in teatro o a Palazzo Santa Chiara. Sono venuti meno anche quei momenti di attesa e di preparazione che tradizionalmente scandivano le settimane precedenti al Carnevale. A resistere, simbolicamente, è soltanto il Carnevalone, cuore storico della manifestazione.
L’appuntamento per cittadini e visitatori è fissato alle 10.45 di lunedì 6 gennaio. Il corteo partirà da piazza Carletti e sarà guidato dalle figure storiche del Carnevale chivassese: Enzo Falbo e Isabella Caruso, riconfermati nei ruoli di Abbà e Bela Tolera dopo aver ricoperto gli stessi incarichi nell’edizione precedente. Al loro fianco sfileranno le Bele Tolere e gli Abbà degli anni passati, il Magnifico Coro degli Abbà e la Filarmonica “Città di Chivasso”, chiamata a dare voce all’inno del Carnevale lungo le vie del centro.
Una presenza, quella della banda, che assume un valore simbolico: mantenere viva una tradizione secolare, anche nella sua forma più essenziale, come segno di continuità e identità collettiva. È un Carnevale ridotto, ma non cancellato.
Le motivazioni ufficiali alla base di questa edizione contenuta fanno riferimento a difficoltà economiche e a una complessità organizzativa che ha imposto scelte drastiche. Sullo sfondo pesa l’indagine della Procura della Repubblica di Ivrea che coinvolge Davide Chiolerio, storico patron della Pro Loco L’Agricola, associazione da sempre al centro dell’organizzazione del Carnevale. L’inchiesta, legata alla gestione dei contributi pubblici, ha portato Comune di Chivasso, Regione Piemonte e Ministero dell’Interno a congelare in via cautelativa i finanziamenti destinati alla Pro Loco.
In questo contesto, la scelta è stata quella di non rinunciare del tutto alla manifestazione, salvaguardandone almeno il nucleo simbolico. Un Carnevale sobrio, quasi silenzioso, che rinuncia agli orpelli ma prova a restare fedele alla propria storia, in attesa di tempi più sereni per tornare a essere, a pieno titolo, la grande festa della città.
F.S.