Piano sanitario regionale, il Pd attacca la Giunta: «Piano fragile e senza risorse. Cirio assente all’84% delle sedute»

22/12/2025

È un giudizio durissimo quello espresso dal Gruppo Pd in Consiglio regionale sul Piano socio-sanitario regionale (PSSR) presentato dall’assessore Riboldi e approvato dall’Aula con il voto contrario dei democratici. Secondo il Partito Democratico, il documento resta «privo di una solida base epidemiologica, senza obiettivi chiari e scanditi nel tempo, e senza indicazioni puntuali su risorse e strumenti di misurazione».

A intervenire sono Gianna Pentenero, presidente del Gruppo Pd, e Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità. «Si cita l’invecchiamento della popolazione – spiegano – ma senza scenari dettagliati su demografia, immigrazione e distribuzione territoriale delle patologie, elementi indispensabili per orientare politiche sanitarie efficaci».

Per il Pd, i oltre 200 emendamenti presentati dalla Giunta sono la prova della fragilità originaria del Piano. «Volerlo approvare entro l’estate, come inizialmente annunciato dall’assessore Riboldi, sarebbe stata una forzatura – sottolineano – e avrebbe prodotto un documento inservibile». Anche le parole dell’ex assessore leghista Icardi e i numerosi emendamenti presentati dalla Lega, secondo i dem, confermano «tutta la debolezza del testo».

Nonostante la bocciatura complessiva, il Pd rivendica il lavoro svolto in Commissione e in Aula. «Riconosciamo un confronto positivo sul merito – affermano Pentenero e Valle – con oltre 90 emendamenti delle opposizioni approvati». Un contributo reso possibile, sottolineano, dal coordinamento tra le forze di minoranza e da un percorso di discussione ordinato, arricchito dagli interventi di amministratori, operatori sanitari, associazioni e sindacati ascoltati in audizione.

Particolarmente significativo, secondo il Pd, il cambio di paradigma imposto sulla salute mentale: «Abbiamo superato una logica di cronicizzazione fondata su farmaci, ospedalizzazioni e residenzialità – spiegano – puntando invece sul recupero della persona, sul rafforzamento dei servizi territoriali, sulle équipe integrate e sul ruolo centrale del Piano terapeutico riabilitativo individuale». Centrale anche l’attenzione alla prevenzione, soprattutto per giovani, fasce vulnerabili e popolazione carceraria, duramente colpite dagli effetti della pandemia.

Tra i risultati ottenuti, il Pd segnala anche il potenziamento dei centri esperti per terapie neurologiche innovative, in particolare per il Parkinson, l’introduzione del principio di equità tra gli obiettivi strategici e una revisione della programmazione sanitaria, giudicata ormai superata rispetto all’invecchiamento della popolazione, alla lezione del Covid, al Decreto 77 e al PNRR.

Importanti correttivi sono stati inseriti anche sul fronte della salute delle donne, con il riconoscimento del dolore pelvico cronico e della vulvodinia, il rafforzamento della rete per i disturbi alimentari e l’inserimento della prevenzione della violenza di genere. Inoltre, è stato ottenuto il riconoscimento dei presidi veterinari pubblici come parte integrante del sistema sanitario piemontese, in linea con l’approccio One Health.

«Abbiamo inserito – concludono – elementi di sostegno al lavoro dei medici di medicina generale e la necessità di un vero piano di assunzioni». Ma l’affondo politico finale è diretto al presidente della Regione: «Il grande assente di questo percorso è stato ancora una volta Alberto Cirio – accusano Pentenero e Valle – come dimostrano i dati: assente all’84% delle sedute del Consiglio regionale».

fr.se.

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