Influenza, pronto soccorso di Chivasso al collasso. Dieci giorni in barella in attesa del ricovero

10/01/2025

Influenza, pronto soccorso di Chivasso al collasso. Dieci giorni in barella in attesa del ricovero

Dieci giorni d’attesa per un ricovero, un sold-out da cento pazienti e barelle ovunque nei corridoi. È il drammatico scenario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Chivasso nei primi giorni del 2025, denunciato dal NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che descrive una situazione al limite del collasso. “Le criticità continuano a essere presenti, soprattutto presso le strutture dell’Asl T04, dove la situazione maggiormente critica, come ogni anno, è segnalata a Chivasso”, spiega Giuseppe Summa del NurSind, sottolineando che mercoledì scorso erano presenti circa cento pazienti, molti in attesa di ricovero da giorni, uno addirittura dal 30 dicembre.

La crisi non è un episodio isolato, ma il riflesso di problemi strutturali del sistema sanitario regionale, aggravati dalla mancanza di programmazione. Il NurSind aveva chiesto a fine anno un incontro con la Direzione Generale per discutere la predisposizione di un piano per il periodo influenzale, ma non è stato ascoltato. Nel frattempo, l’arrivo del nuovo direttore generale Luigi Vercellino e del direttore di dipartimento d’emergenza Asl T04, dottor Franzese, porta con sé la speranza di un cambiamento. Tuttavia, il problema richiede interventi strutturali, non semplici cambiamenti di facciata.

Secondo il NurSind, il pronto soccorso si trasforma spesso in un reparto di degenza con 60-90 pazienti in attesa di posti letto, molti dei quali anziani, mentre il personale lavora in condizioni estreme. La pressione sulle strutture di emergenza, causata anche da una domanda inappropriata, è tra le principali cause del collasso del sistema, ma gli interventi necessari per ridurla non sono stati attuati. L’appello del NurSind all’Assessore regionale Riboldi è chiaro: servono interventi immediati, risorse per potenziare i reparti e aumentare il personale, e una riforma strutturale del sistema sanitario.

La situazione a Chivasso è il simbolo di un sistema che non funziona, ma anche della professionalità di medici e infermieri che, nonostante tutto, continuano a garantire assistenza. “Anche in condizioni difficili, questi professionisti non fanno mancare impegno, disponibilità e grande professionalità”, afferma il NurSind. Ma ora servono fatti concreti per evitare che il 2025 sia ricordato come l’ennesimo anno di emergenza e iniziare a costruire un futuro migliore per la sanità piemontese.

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