Strambino perde un pezzo della sua storia: chiude la Baro Legnami dopo oltre un secolo di attività

27/09/2024

Strambino perde un pezzo della sua storia: chiude la Baro Legnami dopo oltre un secolo di attività

Si spegne una delle realtà produttive più storiche del Canavese. La Baro Legnami, fondata nel lontano 1919, ha abbassato definitivamente le saracinesche del suo stabilimento di via IV Novembre 64. Un cartello affisso sulla recinzione, lungo la strada che collega il capoluogo alla frazione di Crotte, annuncia mestamente la fine di un’attività che ha rappresentato per oltre cento anni un punto di riferimento per la comunità locale. Un evento che non lascia solo un vuoto economico, ma soprattutto storico e culturale.

Fondata subito dopo la Prima Guerra Mondiale da Germano Baro, la segheria aveva saputo ritagliarsi uno spazio importante nel tessuto economico del Canavese, evolvendosi e adattandosi alle diverse fasi di un mercato in continuo cambiamento. Negli anni, l’azienda ha fornito legname a clienti di prestigio, tra cui la Stradivari fondata dal celebre liutaio. Oltre a essere fornitore della Farfisa, rinomata produttrice di fisarmoniche, la Baro Legnami ha saputo rinnovarsi più volte, fino a specializzarsi in travature per tetti, perline e servizi di bricolage.

La notizia della chiusura arriva come un fulmine a ciel sereno, lasciando senza lavoro una decina di dipendenti e segnando la fine di una lunga storia familiare che si intreccia con quella di tutto il territorio. Francesca Baro, ultima discendente della famiglia fondatrice e titolare dell’azienda, aveva raccolto il testimone dal padre Virgilio, che a sua volta l’aveva ereditato dal nonno Antonio. “Abbiamo sempre cercato di adattarci alle esigenze del mercato e alle richieste dei clienti, anche in tempi difficili,” ricordava Francesca in occasione del centenario nel 2019, quando mezzo paese partecipò all’’Apericento’, la grande festa celebrativa a cui presenziò anche la sindaca Sonia Cambursano, consegnando una targa commemorativa alla famiglia Baro.

Quella che un tempo era una polveriera militare trasformata in segheria, negli anni Sessanta cessò l’attività di taglio tronchi per dedicarsi alla produzione di perline e altri materiali edili in legno, diventando uno dei maggiori fornitori della regione. Nel 2019, l’azienda registrava un fatturato di 1,5 milioni di euro e movimentava circa 2mila metri cubi di legno ogni anno, l’equivalente di circa mille tonnellate. Un risultato importante, che testimoniava la solidità di una realtà che si era sempre distinta per qualità e professionalità.

Oggi, invece, i cancelli dello stabilimento sono chiusi e le macchine silenziose. Non sono state rese note le cause ufficiali della chiusura, ma è evidente che l’impatto della crisi e la pressione sui piccoli produttori del settore abbiano giocato un ruolo determinante. “Una brutta notizia per il nostro Comune, che senza Baro Legnami si riscopre un po’ più povero, non solo da un punto di vista economico e produttivo, ma anche identitario,” ha commentato la sindaca Sonia Cambursano. “Un punto di riferimento per generazioni di strambinesi che si sono riforniti presso questa segheria, sempre all’avanguardia per maestranze e tecnologie. Ci passavo spesso accanto in bicicletta ed era familiare e rassicurante il profumo del legno. Mi spiace pensare che non sarà più così.”

La chiusura della Baro Legnami segna la fine di un’epoca per Strambino. Un’azienda che, con il suo know-how e la sua capacità di innovazione, aveva saputo creare valore non solo per il territorio canavesano, ma anche per l’intero settore del legname. Una perdita che fa riflettere sul destino delle piccole realtà imprenditoriali, messe a dura prova dalle dinamiche di un mercato sempre più globalizzato e dalle crisi che, negli ultimi anni, hanno travolto anche le imprese più solide.

Con la chiusura della Baro Legnami, Strambino perde non solo una realtà produttiva, ma un pezzo della sua memoria collettiva. La speranza è che la storia di questa azienda, fatta di impegno e passione, possa continuare a ispirare le nuove generazioni e che il legname di Strambino, un tempo simbolo di eccellenza e artigianalità, possa tornare a essere protagonista di nuove pagine di storia.

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