I pensionati sorpassano i lavoratori attivi. Anche in Piemonte. Chi pagherà le pensioni di domani?

30/08/2024
I pensionati sorpassano i lavoratori attivi. Anche in Piemonte. Chi pagherà le pensioni di domani?

Chi pagherà le pensioni di domani? Ammesso che ci si vada, che sia a 70 anni o più avanti ancora. Perché la proporzione fra lavoratori e pensionato, ormai, è saltata. Anzi, c’è stato il sorpasso: i pensionati sono più della popolazione attiva. Per il momento non in tutta Italia ma solo al Sud: entro il 2028, però, la situazione sarà questa in tutta Italia. Ma come ci si è arrivati? E cosa comporterà?

A presentare il quadro della situazione in Italia, con una scheda che mette a confronto i numeri di occupati e pensionati, è la newsletter di Will Media pubblicata su Linkedin. Numeri che partono da un’analisi della Cgia di Mestre sui dati Inps e Istat. Dati riferiti al 2022, tanto che nel frattempo, viene sottolineato, “i dati sugli occupati sono leggermente cambiati in positivo negli ultimi 2 anni. Allo stesso tempo, però, è altrettanto ragionevole ritenere che anche il numero delle pensioni sia cresciuto in questi due anni, in misura anche superiore all’incremento dei lavoratori attivi.”

In Italia, a fronte di 23 milioni e 99mila occupati, si contano 22 milioni e 772mila pensionati. E se nelle regioni del nord il saldo resta positivo, al sud la situazione cambia: il disavanzo più netto è in Sicilia, con 303mila, ossia un milione e 640mila pensionati a fronte di un milione e 337mila occupati. In Piemonte si contano un milione e 750mila occupati e un milione e 732mila pensionati. Il saldo più positivo è della Lombardia, con oltre 700mila.

Sottolinea Will Media che “risulta evidente un fatto: la grave crisi demografica in corso sta mettendo a rischio la sostenibilità economica del nostro sistema sanitario e previdenziale”. A sostenerlo, al Meeting di Rimini dei giorni scorsi, era stato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, evidenziando quello che accadrà nei prossimi anni: più pensioni significa un aumento della spesa pubblica, mentre meno lavoratori comportano meno entrate fiscali. In pratica, ma questo lo sappiamo tutti benissimo, il prelievo previdenziale nelle nostre buste paga non alimenta la nostra pensione futura, bensì paga quelle attualmente erogate.

La conseguenza sarà uno squilibrio del debito pubblico, che diverrà insostenibile, e verrà meno la possibilità di investimenti o innovazione. Una tendenza da invertire. Ma in che modo? Aumentando gli occupati: questa almeno è la risposta immediata e scontata. La necessità, dice il report della Cgia, è di “far emergere i lavoratori in nero, che oggi non pagano i contributi, e poi aumentando i tassi di occupazione di giovani e donne che in Italia continuano a rimanere tra i più bassi in Europa”. O, come sottolinea Panetta, aumentare l’afflusso di lavoratori stranieri regolari, con nuove misure e norme.

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