Crisi Automotive, 119 aziende canavesane hanno richiesto la cassa integrazione preventiva

26/03/2024

Si annunciano tempi difficili per il settore locale dell’Automotive, visto che, stando alle notizie apparse sui media, 119 aziende canavesane del settore negli ultimi mesi hanno richiesto la cassa integrazione preventiva, motivata dal calo di volumi produttivi derivante dalla crisi che sta attraversando l’economia tedesca e dalla scarsa domanda del mercato, nel quale la vendita di auto elettriche continua ad arrancare.

“Spiace dirlo, ma l’avevo detto all’indomani della folle votazione del Parlamento europeo che ha imposto il bando ai motori termici dal 2035. E’ stata una decisione illogica, votata favorevolmente da Pd e Cinquestelle, che il Centrodestra da subito ha condannato – commenta il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Fava –. Gli effetti di quella misura insensata stanno cominciando a manifestarsi in modo preoccupante a livello europeo e non erano difficili da prevedere: bastava un minimo di buonsenso. Gli enormi investimenti affrontati dalle case automobilistiche europee per sviluppare nuovi modelli elettrici finora non hanno portato alcun risultato e le vendite, soprattutto in Italia, restano ferme al palo, quando non crollano decisamente, come in Germania (-54,9%). Nel frattempo, assistiamo ad una vera e propria invasione di nuovi marchi cinesi, dall’affidabilità a lungo termine sulla quale mi permetto di dubitare, che possono contare su prezzi molto concorrenziali grazie ad un costo di lavoro e materie prime molto basso e ad importanti sostegni economici da parte del governo cinese.
E’ evidente che la strada imboccata porterebbe l’economia europea a schiantarsi contro un muro, ma probabilmente, lo spero almeno, siamo ancora in tempo per effettuare una rapida inversione di marcia – continua ancora Fava – Non si può correre dietro all’ottusità degli ambientalisti radicali, ci vuole pragmatismo e comprensione dei bisogni concreti della gente e delle richieste del tessuto produttivo”.

A giudizio del consigliere regionale la richiesta di cassa integrazione preventiva non significa che quelle aziende siano a rischio di chiusura, ma rappresenta comunque un segnale d’allarme che va tenuto in considerazione. Il Governo italiano guidato dal centrodestra si è schierato nettamente contro il bando ai motori termici dal 2035 e sempre più case automobilistiche stanno lanciando l’allarme sui danni che tale bando potrebbe arrecare se venisse davvero attuato: è tempo che l’UE riconosca l’errore compiuto e torni sui suoi passi.

“Nel frattempo, per come la vedo io, bisognerebbe attuare due serie di misure per rivitalizzare il mercato e tutelare la nostra produzione industriale, mutuando in parte quanto già stabilito per esempio in Francia: primo, concedere gli incentivi all’acquisto solo per i veicoli prodotti interamente (non solamente assemblati) in Europa; secondo, nel caso in cui a fine anno la quota di incentivi destinata alle auto elettriche rimanesse in parte inutilizzata, incrementare ulteriormente i bonus all’acquisto dei veicoli nuovi o km 0 a motore termico a fronte della rottamazione di auto vecchie di categoria Euro 4 o inferiore. L’obiettivo deve essere quello di svecchiare il parco auto circolante e ben venga la vendita di modelli diesel o benzina di ultima generazione, che sono più alla portata dei budget delle famiglie italiane rispetto alle costose e poco pratiche auto elettriche”.

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