Consumo di suolo fertile, l’allarme della Coldiretti: “Il Canavese è uno dei luoghi più colpiti”

09/12/2022

“Il suolo fertile della provincia di Torino è sotto attacco per fare posto a varianti stradali, circonvallazioni, campi fotovoltaici, speculazioni per nuove aree produttive e abitative”. Lo ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici. “Tutto questo mentre il territorio è disseminato di vecchi insediamenti industriali dismessi, capannoni mai utilizzati, cantieri edili mai terminati. Tutti spazi che potrebbero essere rioccupati da nuove strutture e infrastrutture senza consumare nuovo suolo agricolo»”
Coldiretti Torino punta il dito sulla mancanza di sensibilità di molte amministrazioni sul tema del consumo del suolo, vera e propria piaga ambientale, per troppo tempo ignorata.

ECCO I PROGETTI PIU’ IMPATTANTI

A Lombardore è prevista una variante alla strada statale 460 che occuperebbe oltre 40 ettari di campi coltivati; a Carmagnola è prevista l’occupazione di oltre 60 ettari di campi coltivati per realizzare nuovi capannoni mentre, accanto, ci sono le acciaierie quasi abbandonate; sempre a Carmagnola è prevista una circonvallazione a Est dell’abitato che, invece di utilizzare l’autostrada passerebbe su campi fertili; a Pavone Canavese è in ballo l’ipotesi di edificare su terreni agricoli il nuovo ospedale del Canavese quando esiste un’alternativa a Ivrea in un’area già cementificata; a Carignano per sostituire il ponte sul Po ne viene realizzato uno accanto con consumo di campi, invece che utilizzare la strada e il ponte esistente opportunamente ristrutturato; lungo la linea ferroviaria Chivasso-Aosta sono previste nuove strade per sostituire i passaggi a livello; a Chivasso, nel Canavese e nel Pinerolese, sono previsti nuovi campi fotovoltaici che occuperebbero superfici enormi sottratte all’agricoltura, mentre ci sarebbero tutti i tetti delle aziende agricole insieme alle aree industriali abbandonate da coprire di pannelli. Per non parlare dei terreni (Carmagnola e Mazzè) interessati dall’ipotesi di deposito nazionale di scorie nucleari.

“Stiamo assistendo a progetti vecchi di 30 anni che vengono ritirati fuori dai cassetti così come sono stati concepiti decenni fa; ci sono società che girano le cascine per cercare di ottenere terra da utilizzare per campi fotovoltaici; ci sono nuovi progetti di infrastrutture che magari includono riduzione della Co2 ma non tengono minimamente in considerazione il consumo di suolo. E pensare che una volta cementificato e asfaltato, il suolo naturale non ce l’abbiamo più. Un problema che riguarda noi agricoltori ma anche tutti i cittadini in un’epoca in cui si parla di sovranità alimentare e di qualità ambientale dei territori”.

Coldiretti Torino chiede che la Città metropolitana e i Comuni rivedano i progetti azzerando il consumo di suolo agricolo. Chiede anche che la Regione modifichi il regolamento per le autorizzazioni ai nuovi campi fotovoltaici escludendo tutti i terreni agricoli e che la Regione definisca al più presto nuove norme contro il consumo di suolo.

Stando ai dati di Arpa Piemonte la superficie totale di suolo consumato in Piemonte aggiornata al 2021 è di circa 169.655 ettari, pari quindi al 6,7 % della superficie totale regionale (circa 2 milioni 540mila ettari). Sempre secondo Arpa Piemonte, in termini assoluti, la Città Metropolitana di Torino con oltre 58mila 359 ettari di superficie consumata è la provincia con il valore più alto del Piemonte. La Città Metropolitana di Torino si conferma quindi come l’area che, complessivamente, contribuisce maggiormente al fenomeno di consumo regionale incidendo per il 34,4 %.

 

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