Economia: le imprese a conduzione famigliare all’avanguardia in gestione e investimenti

10/01/2022

La gestione da parte di manager esterni migliora (in qualche caso) le perfomance. Un buon risultato se non fosse che accade soltanto 9 volte si 100. Lo afferma il Centro Studio “Tagliacarne” di Milano in un un’intervista rilasciata al quotidiano economico “Il Sole 24 ore”. In sostanza, gran parte delle 130 mila aziende manufatturiere italiane, preferisce gestire il business famigliare. Questo vuol dire che le aziende manifatturiere a proprietà familiare investe maggiormente in tecnologia 4.0 e green rispetto a quelle non familiari. Sebbene nel manifatturiero ci sia ancora tanta strada da fare sul fronte tech e green: i numeri, nel complesso sono ancora bassi – la percentuale di imprese familiari che hanno investito in tecnologie 4.0 tra il 2017 e il 2020, infatti, è pari al 17%, contro il 15% di quelle non familiari. Scenario simile quando si parla di investimenti green: li hanno fatti 27 dei family business, contro il 24% delle aziende non familiari. Le percentuali salgono – al 22% e al 29% – se le imprese a proprietà familiare sono gestite da manager esterni” spiega Gaetano Fausto Esposito del Centri Studi dell’Istituto “Tagliacarne”.

In definitiva: quella della proprietà familiari, riporta il quotidiano economico nella maggior parte dei casi è erroneamente considerata un limite per la crescita e lo sviluppo aziendale. Anzi, se ben gestita, una società che fa capo a una famiglia molto spesso si rivela più dinamica. Ma in che modo? “Dobbiamo smettere di pensare che la proprietà familiare rappresenti un limite per le aziende – spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro studi – e questi dati lo dimostrano: se ben gestita una realtà che fa capo a una famiglia si rivela più dinamica”. I motivi, spiega Esposito – sono diversi: “La conoscenza e la vicinanza al territorio che, per esempio, incide sulla volontà di ridurre l’impatto ambientale delle produzioni”.

E a supporto della sua tesi cita un dato a supporto di questa tesi: i business familiari, dopo la pandemia, continueranno a investire in sostenibilità anche dopo la crisi legata alla pandemia, entro il 2023. E lo faranno più dell aziende non familiari: il 18% contro il 12 per cento.
“L’elevato livello di relazionalità (e quindi la possibilità di crearsi un network di eccellenze sul territorio) – conclude “Il Sole 24 ore” è un altro punto a favore delle aziende di famiglia: nelle imprese con manager di famiglia la propensione a investire in tecnologie 4.0 passa da una media del 17% al 35% proprio in caso di elevato livello di relazionalità”.

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