Covid: infermieri allo stremo. Il Nursind: “Per il governo non contiamo. E noi scenderemo in piazza”

03/01/2022

Quello appena trascorso è stato un altro Natale trascorso in prima linea per gli infermieri, stanchi e provati sul piano psicologico oltre che fisico, decimati maggiormente rispetto alle altre volte, dai sospesi, dai contagiati, da chi ha deciso di lasciare questo lavoro, dalla messa in malattia di gente che non ce la fa più. Una situazione più che critica accentuata dalle tanto promesse e mai mantenute assunzioni di personale sanitario.
Francesco Coppolella, segretario regionale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche pone, per l’ennesima volta l’accento si una situazione estrema: “Siamo di meno con un carico aumentato rispetto alle altre volte per via del lavoro sui tamponi e sui vaccini che necessitano di essere portati avanti. Non abbiamo una vita privata da due anni e ancora non è finita. Questa incertezza, improvvisazioni e modo di operare incidono in maniera importante sulle nostre teste e sulle nostre motivazioni”.

Lo scenario non p certo dei più incoraggianti: Francesco Coppolella sa già che il personale dovrà “saltare” di nuovo le meritate ferie “lasceremo le nostre famiglie, i nostri figli e i nostri genitori mentre il Parlamento non è ancora riuscita a darci, l’indennità specifica, ovvero gli 80 euro lordi al mese promessi già nella finanziaria del 2020 e che dovevano essere dati già a partire dal 2021 non ancora visti. Non è solo una questione di soldi ma di riconoscimento che non vi è stato”.

E non è tutto: il segretario regionale del Nursind sottolinea come quella che definisce “la sufficienza con la quale il ministro Brunetta ha detto in parlamento che gli infermieri possono aspettare è vergognosa oltre che poco dignitosa. Si tratta di un’evidente mancanza di rispetto e di poca attenzione verso una categoria che ha dato l’anima, il cuore e anche la vita e ancora oggi ne sta dando prova”.
“Tutte le volte rimettiamo a posto le cose come se non dovesse più accadere e non ci preoccupiamo di scrivere un piano da poter mettere in atto al ripresentarsi della situazione. Sappiamo che le situazioni evolvono ma la necessità di accesso, di posti letto, di percorsi rimane la stessa.

La cosa strana sottolinea il funzionario sindacale è che seppure di registrino attualmente meno ricoveri, il personale si trova invece ogni giorno, (come sempre), ad assistere a provvedimenti che sembrano essere stati assunti al momento, al contestuale presentarsi della situazione o all’evoluzione della stessa.

“Non era prevedibile non è una cosa che si può ancora accettare. Ci spiace – conclude Francesco Coppolella – Segretario Regionale del Nursind -, ma se questa legge di bilancio non fornirà un segnale di attenzione, questa volta chi governa si assumerà la responsabilità di uno sciopero che fermerà gli infermieri di tutta Italia e non si potrà certo dire che gli infermieri non sono stati pazienti. La disponibilità non sarà più la stessa perché in cambio affino abbiamo ricevuto solo parole al vento”.

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