La Regione chiede al governo 140 milioni per gli ospedali più sicuri. Ma dell’Asl T04 non c’è traccia

11/08/2021

La sanità piemontese è ancora sotto il fuoco incrociato scatenato dai sindacati: questa volta al centro della polemica è la richiesta che la Regione Piemonte avrebbe inviato al ministero della Salute la documentazione per accedere ai finanziamenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e al Fondo complementare per la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico delle strutture sanitarie. Sul tavolo ci sono 140 milioni di euro.

Luciano Perno della Fp-Cgil, Ermes Zerbinati della Cisl Fip e Roberto Scassa e Luca Cortese della Uil Fpl nell’apprendere la notizia hanno preso carta e penna e hanno scritto al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e all’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi dove esprimono la loro costernazione nell’apprendere che da questa corposa richiesta di fondi, l’Asl T04 sarebbe esclusa.

“Apprendiamo con enorme gaudio, grazie agli articoli di alcune testate giornalistiche, che la Regione Piemonte avrebbe chiesto al PNRR e al fondo complementare la cifra di circa 140 milioni di euro per mettere in sicurezza le strutture ospedaliere del Piemonte. Peccato che con altrettanto grande costernazione dobbiamo altresì apprendere che di tutte queste risorse economiche, neanche uno spicciolo sarebbe destinato all’Asl T04. Continuiamo, ormai da troppo tempo, a sentire politici che ad ogni tornata elettorale promettono il loro impegno affinché gli ospedali di questo territorio (che, in alcuni casi, necessitano di ristrutturazione e, in altri, come quello di Ivrea, di ricostruzione ex novo) siano oggetto di interventi che, di volta in volta, non accadendo mai nulla, diventano sempre più improcrastinabili”.

I segretari delle tre sigle sindacali della Funzione Pubblica sottolineano, nella missiva, che non fa  certo  parte  “della  nostra  storia  e  della  nostra  cultura  scagliarci  contro  altri  territori  e popolazioni  ma,  in  un  momento  come  questo,  a  seguito  di  una pandemia  che  ha  giustamente  riportato l’attenzione  di  tutti  nei  confronti  della  Sanità  pubblica,  siamo  convinti  che  almeno  una  parte  delle risorse  extra  che  provengono  dall’Europa,  debbano  essere  spese  anche  per  migliorare  le  condizioni  di cura  di  quella  parte  di  popolazione  canavesana  che  oggi  trova  risposte  ai  propri  bisogni  presso  un ospedale, quello di  Ivrea, che  ha  le enormi  problematiche  di  cui  anche voi  siete a  conoscenza”.

In conclusione, gli esponenti si augurano (con una certa ironia) che il contenuto degli articoli apparsi sulle varie testate giornalistiche fossero incompleti nei contenuti. “Se così non fosse, esigiamo sin da subito delle risposte in merito a come si intende affrontare la questione urgente dell’Ospedale di Ivrea e con quali risorse e in quali tempi si intende porvi rimedio. Fateci ed essere ancora orgogliosi di far parte della Regione Piemonte”.

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