“Scuola sicura” in Piemonte: in pochi giorni oltre 1.100 docenti hanno accettato di fare il tampone

10/01/2021

“Scuola sicura”, il progetto sperimentale della Regione Piemonte per garantire il ritorno in classe in sicurezza dopo le festività natalizie, ha visto in pochi giorni 1.100 tra docenti e personale non docente accettare di effettuare volontariamente un tampone antigenico o molecolare a scadenza quindicinale. Degli oltre 1.140 tamponi prenotati tramite il medico di famiglia 970 sono stati già eseguiti e l’8,6% è risultato positivo.
Dalla prossima settimana si partirà con la seconda parte: il monitoraggio, sempre su base volontaria, degli studenti delle seconde e terze medie. Per questo motivo è in programma per lunedì 11 gennaio una riunione con l’Ufficio scolastico regionale e i dirigenti delle scuole del Piemonte per condividere alcuni aspetti legati, in particolare, alla raccolta delle adesioni e al consenso informato per le famiglie. Si prevede che venga effettuato uno screening modulare che coinvolgerà una volta al mese tutti gli studenti che aderiranno: ogni settimana verrà testato un quarto di ogni classe con tamponi, rapidi o molecolari, e per sottoporsi al test i ragazzi dovranno essere accompagnati dai genitori in uno dei 70 hotspot presenti in tutto il Piemonte.

“Siamo felici della buona risposta che il progetto sta riscuotendo nel personale scolastico e confidiamo molto nella partecipazione anche delle famiglie – commenta l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino – Il Piemonte sta compiendo un grande sforzo su questa sperimentazione, ma prevenire e monitorare è fondamentale per riuscire a garantire in sicurezza la continuità didattica. Nei prossimi giorni, inoltre, cominceremo ad approfondire anche le proposte arrivate dai diversi territori per sviluppare progetti personalizzati a livello provinciale”.
Per questo piano, unico nel suo genere in Italia e che, come evidenzia il presidente Alberto Cirio “ha solide basi scientifiche perché predisposto dai nostri epidemiologi ed esperti con il via libera anche del mondo medico”, la Regione ha investito 7 milioni di euro.

Un’iniziativa che Domenico Careddu, segretario della Fimp Piemonte, la Federazione italiana dei medici pediatri, definisce “importante, perché consente di monitorare una delle fasce di età più sensibili nel percorso di crescita e di averne un quadro approfondito dal punto di vista epidemiologico. A 12-13 anni si è già in piena adolescenza, periodo in cui aumenta la dimensione della socialità ma allo stesso tempo anche la necessità di autonomia. È pertanto fondamentale aiutarli a capire l’importanza delle misure di sicurezza, come l’uso della mascherina e il distanziamento, ma anche sensibilizzarli su progetti di prevenzione come questo. Si tratta di un piano che ci vede attivamente coinvolti, attraverso la promozione di una adeguata comunicazione alle famiglie, grazie al rapporto di fiducia che, come pediatri di libera scelta, abbiamo costruito nel tempo con i genitori ed i loro figli. Quando necessario, sapremo anche offrire un contributo concreto, che abbiamo garantito da inizio pandemia e continuiamo a garantire quotidianamente, per la gestione dei casi individuati allo screening e del supporto alle famiglie, nell’ottica di favorire il contenimento dei contagi in piena collaborazione con i Sisp ed i colleghi medici di famiglia”.

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