La presidente dell’Unione Industriale agli associati: “Una piccola crescita che va oculatamente gestita”

01/01/2016

Pubblichiamo la lettera di fine anno che Licia Mattioli, presidente dell’Unione Industriale di Torino, ha inviato agli associati, molti dei quali sono titolari di imprese e stabilimenti che operano in Canavese.

Dopo anni durissimi per tutta l’economia italiana e per la nostra area in particolare, il 2015 si chiude con qualche miglioramento apprezzabile, ma da valutare con cautela. Tra le imprese e i cittadini sta crescendo il clima di fiducia, il PIL è tornato con il segno positivo, l’export cresce,  in Piemonte più rapidamente rispetto ai nostri competitor e le prime riforme già attuate hanno fatto salire, secondo le più autorevoli agenzie internazionali, il rating del nostro Paese.  Anche i dati della nostra indagine congiunturale riferita al primo trimestre 2016 indicano, per Torino, un andamento stabile e nel complesso positivo anche se qualche settore è meno reattivo. Risultano confermati i  livelli di produzione ed ordini,  anche sui mercati esteri. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva sta tornando ai livelli pre crisi;  l’utilizzo della Cassa Integrazione si riduce e si registrano segnali positivi anche sugli investimenti. Una serie di conferme non del tutto scontate in uno scenario di rinnovata incertezza internazionale complessiva. Negli ultimi mesi infatti il quadro si è caricato di tensioni dovute sia agli attentati terroristici sia al rallentamento dell’economia mondiale, a partire dai grandi player come Cina, Brasile e Russia.  Va tuttavia rilevato che nell’economia globale è in atto un vorticoso cambiamento, anche politico, spesso intrecciato alle fluttuazioni del costo delle materie prime e del petrolio, che determina forti rischi, ma al tempo stesso offre grandi opportunità in nuove aree di mercato, dal Medio Oriente al Sud America, dal Sud Est Asiatico all’Africa.  Si tratta di un cambiamento dal quale dovremmo ricavare il maggior beneficio possibile, mentre la vecchia Europa sconta una perdurante mancanza di coesione, che spesso si traduce in apatia, e  non è più in grado di  imprimere un impulso alla crescita.  L’Italia, pur avendo nel 2015 invertito la rotta, è, purtroppo, cresciuta ancora a ritmo molto ridotto rispetto alle altre economie europee. Partita in ritardo sulla strada delle riforme deve accelerare la ripresa e proseguire nel suo rinnovamento, modernizzandosi.  Queste condizioni valgono anche a livello locale, specie per un’area a forte identità manifatturiera come Torino e il Piemonte. Abbiamo tante imprese eccellenti con imprenditori di qualità, filiere tecnologiche che il mondo ci invidia, un’Università tra le migliori in Europa ed una buona  qualità della vita. 

Questo non vuol dire che abbiamo superato la crisi, ma  siamo sulla buona strada  e il miglioramento del clima di fiducia è confermato dai recenti dati sulle vendite natalizie nella nostra città. Sono convinta che ci siano le condizioni per il nostro territorio per attrarre nuovi investimenti e far ritornare produzioni dall’estero, come abbiamo documentato nella nostra ultima Assemblea di settembre. Per raggiungere questo risultato dobbiamo compiere uno sforzo ulteriore, d’intesa con gli Enti locali, e mettere in atto tutti gli strumenti utili per dare nuovo impulso all’economia della nostra area, a cominciare dall’accelerazione nell’utilizzo dei fondi strutturali sulla ricerca e sugli investimenti.  Ma sono altresì certa che per crescere e ritornare ai livelli pre crisi le nostre imprese debbano continuare nel percorso di internazionalizzazione dove le nostre competenze, la nostra capacità di innovare e la nostra serietà ci porteranno sicuramente ad eccellere ed a guadagnare nuovi mercati. Ne sono fiduciosa, anche in ragione dell’incarico che ricopro in Confindustria per l’internazionalizzazione e l’attrazione degli investimenti esteri, che mi ha visto molto impegnata sul versante internazionale insieme al Governo e all’Ice per offrire un contributo concreto alle nostre PMI che, se debitamente supportate, hanno straordinarie potenzialità di conquistare nuove aree.  

Veniamo ora alla nostra Unione, la casa delle nostre imprese. Gli anni di crisi hanno pesato anche sulla nostra Associazione e, come si fa in azienda, abbiamo attuato una drastica riduzione dei costi, una migliore efficienza nell’utilizzo delle risorse, realizzato maggiori sinergie interne, aperto nuovi servizi, come il nuovo Hub dell’Innovazione, e sviluppato una  comunicazione, potenziata e mirata a far conoscere meglio le opportunità che la nostra Unione offre ai propri associati. I risultati conseguiti quest’anno, con oltre 130 nuove associate, confermano che quella imboccata è la direzione giusta su cui proseguiremo con impegno e perseveranza. Ci attende un 2016 ricco di impegni e di traguardi.  La nostra Unione, nel 2016, compirà 110 anni: un evento che intendiamo celebrare con importanti iniziative, nuovi servizi per gli associati ed un’apposita campagna di comunicazione.  Nei primi mesi dell’anno dovremo rinnovare il nostro Statuto, in linea con la riforma di Confindustria. Sarà costituito il Consiglio Generale in luogo degli attuali Consiglio Direttivo e Giunta, una nuova occasione per avvicinare di più i nostri imprenditori alla vita dell’Associazione.  Cari Colleghi, durante il mio mandato di presidenza, entrato a settembre nell’ultimo anno,  mi sono impegnata per restituire alla nostra Unione il ruolo che le compete all’interno di Confindustria e darle visibilità sia a livello locale sia nazionale. 

Le iniziative sono state moltissime tutte con lo scopo di rimettere l’impresa al centro come ad esempio “La ripresa passa dall’impresa”, che ci ha consentito di recuperare un rapporto di collaborazione con la classe politica nazionale, concretizzatosi  in maggior attenzione verso le ragioni dell’impresa, con riforme che finalmente ci hanno fatto recuperare un po’ di quella competitività perduta negli ultimi anni.  Credo di aver introdotto un elemento di novità portando le nostre assemblee in fabbrica per aprire e mostrare i nostri gioielli di competitività: lasciatemelo dire con orgoglio le nostre aziende sono il bene prezioso del nostro territorio.  L’attuale Legge di Stabilità, in fase di approvazione in Parlamento, contiene alcune importanti apprezzabili misure anche se è carente su temi per noi indispensabili come ricerca e innovazione.   Anche sul tema della competitività, le relazioni sindacali, purtroppo, segnano il passo, ma da Torino abbiamo da tempo, per primi, sottolineato la necessità di cambiare il sistema degli assetti contrattuali con la salvaguardia del salario minimo come proposto recentemente da Federmeccanica che intende distribuire ricchezza solo e quando questa venga generata. La lunga crisi che abbiamo appena superato, ci ha insegnato che nulla è scontato; valgono, in definitiva, le idee e  la capacità  di realizzarle guardando con fiducia e coraggio al futuro. Sono queste le vere risorse utili per cogliere le opportunità che il nuovo anno ci offrirà. È con quest’animo e questa fiducia che Ti porgo il mio augurio più fervido di un 2016 ricco di grandi successi.  

Licia Mattioli

                                                                                                                                                                                          

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