14/05/2020

Cronaca

Coronavirus: una rete territoriale di “medici sentinella” per la diagnosi precoce dei casi sospetti

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La creazione di reti di monitoraggio basate sul modello del “medico sentinella”, in grado di identificare precocemente i casi sospetti sulla base del riscontro clinico che precede la diagnosi di laboratorio, è l’obiettivo che si pone il nuovo accordo integrativo con le organizzazioni dei medici di medicina generale per la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus firmato nella sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.

Nell’esprimere piena soddisfazione per un’intesa sottoscritta all’unanimità dalle organizzazioni di categoria, valida fino al persistere dello stato di emergenza e che un trattamento economico in base alle prestazioni effettuate e correttamente registrate in piattaforma Covid, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi pone l’attenzione su alcuni aspetti di grande rilevanza: “Il medico viene messo nelle condizioni di disporre l’isolamento dei pazienti sospetti Covid e dei rispettivi contatti stretti già dalla fase di sospetto clinico e prima della presa in carico dei Servizi di igiene e prevenzione, vale a dire prima dell’effettuazione dei tamponi e del riscontro dei risultati, considerato che i tempi che tale iter prevede si possono rivelare troppo lunghi per contenere tempestivamente il contagio.

Contestualmente, lo stesso medico può avviare il trattamento domiciliare dei pazienti Covid secondo i protocolli definiti”. Insomma, come sottolinea Icardi si tratta di “una svolta strategica nell’organizzazione del nuovo modello delle cure primarie sul territorio, che ha nel medico di medicina generale il suo cuore strategico. Utilizzando al meglio la tecnologia esistente, la nuova piattaforma Covid19 della Regione Piemonte, gli strumenti che possono essere gestiti direttamente al domicilio degli assistiti e la telemedicina, si può agire con tempestività ed efficacia evitando di congestionare altri livelli di assistenza. Si possono anche creare le condizioni per produrre effetti positivi sulla gestione complessiva della salute dei cittadini, anche al di là della pandemia che stiamo affrontando, ed in particolare sulla cronicità e sulla continuità assistenziale”.

Le procedure

In caso di “sospetto Covid”, sulla base dei sintomi riferiti o riscontrati, il medico di assistenza primaria, di continuità assistenziale o di emergenza che valuta per primo il paziente dispone, attraverso la piattaforma Covid, l’isolamento fiduciario per 14 giorni, prorogabili al persistere delle condizioni, con decorrenza dalla data di inizio dei sintomi; il medico di assistenza primaria riceve la notifica di isolamento attivato, prende contezza (qualora non l’abbia disposta egli stesso) dell’isolamento predetto sulla piattaforma e rilascia l’eventuale certificazione ai fini Inps o Inail;
contestualmente all’attivazione dell’isolamento, per i soggetti sintomatici e dopo la conferma di positività del tampone il medico di assistenza primaria attiva il protocollo di assistenza domiciliare ed effettua quindi l’identificazione dei contatti stretti, disponendone preventivamente l’isolamento fiduciario.

Il Sisp dell’Asl competente effettua un approfondimento dell’indagine epidemiologica per la ricerca di ulteriori contatti in ambito comunitario e per identificare eventuali focolai, predispone ulteriori misure di sanità pubblica e fornisce indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione; l’effettuazione dei tamponi per confermare la positività o la guarigione virologica resta in capo all’Asl, sulla base della segnalazione riscontrata a mezzo della piattaforma; l’isolamento viene trasformato nella quarantena, disposta dal Sisp, in caso di tampone positivo, che viene effettuato secondo le modalità individuate dall’Asl e nei tempi tecnici strettamente necessari; in caso di tampone negativo, in persistenza di sintomi, il Sisp effettuerà il secondo tampone per diagnosticare la guarigione virologica e in presenza di un doppio tampone negativo l’isolamento fiduciario/quarantena viene interrotto; ai pazienti in isolamento e quarantena il medico di assistenza primaria, in collaborazione con le Usca e con i medici di emergenza sanitaria, presterà assistenza su vari livelli: sorveglianza sanitaria anche con visite a domicilio; monitoraggio con dispositivi consegnati direttamente al soggetto in assistenza domiciliare o ai suoi familiari per rilevare saturazione, pressione arteriosa, temperatura corporea, frequenza respiratoria e altri parametri.

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