Automotive, il presidente della Regione Chiamparino: “Sì al tavolo di confronto permanente”

20/03/2019

“Penso che sarebbe estremamente utile se si riuscisse a costituire una sorta di tavolo regionale permanente di coordinamento, sul tema dell’automobile, in cui Fca già Fiat sia e si senta coinvolta pienamente”. Questa la proposta del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, formulata in Consiglio regionale in apertura di seduta, nel corso delle comunicazioni sulla situazione di Fca chieste da Marco Grimaldi (Leu). “L’automobile è un sistema complesso – ha proseguito il presidente – fatto di fornitori e subfornitori, con una diffusione molto capillare, che nel corso degli anni ha saputo emanciparsi dalla sola Fiat. A livello internazionale il nostro distretto ha competenze e qualifiche che ne fanno uno dei punti di riferimento sulla scena europea”.
“Credo che la possibilità di avere un luogo in cui istituzionalmente sia possibile uno scambio di informazioni sulle azioni reciproche e di coordinamento, senza interferire nei rispettivi ambiti, sarebbe molto utile. Lancio quindi questa proposta, che avrei lanciato con il Consiglio aperto”, ha detto Chiamparino, che ha anche ricordato come Michael Manley abbia prospettato qualche novità importante nel piano per l’Italia: il trasferimento di modelli che prima erano previsti all’estero, nel mezzogiorno d’Italia, fatto che rappresenta già un’importante inversione di tendenza. “È anche significativa, ma non sufficiente, la scelta di investire sulla 500 elettrica a Mirafiori”, ha precisato Chiamparino.

“Ora, per essere chiaro, che il baricentro strategico della Fiat si sia spostato nel corso degli anni, a cominciare dall’accordo Marchionne-Obama, è abbastanza evidente – ha proseguito -. Ma è anche un fatto che nel continente europeo, dove la competizione è più complessa e difficile, sia necessario un grande centro di progettazione, innovazione, ma anche di produzione: Torino ha tutte le carte in regola per essere un centro europeo di direzionalità ingegneristica nel campo dell’automotive”.

Il presidente della Giunta ha anche rammentato che gli investimenti fatti nel campo dell’innovazione automotive negli ultimi anni, arrivano a circa 83 milioni di euro pubblici, di cui 31 direttamente finanziati dalla Regione, che porteranno a una mobilitazione di circa 500 milioni d’investimenti.
Sul tema sono poi intervenuti i consiglieri di diversi gruppi politici consigliari.  “Dobbiamo ricordare il rinnovo del contratto per 83mila dipendenti, nel quale non è stata coinvolta la Fiom. Ma è importante che dal 2021, almeno secondo quanto annunciato, dovrebbe arrivare la Panda elettrica. Perché se sarà davvero collocata sul mercato a 15mila euro, potrebbe incontrare i favori del grande pubblico e fare grandi numeri, portando lavoro in Piemonte ha dichiarato Giorgio Bertola (M5S) -. Meno positivo a nostro avviso è il fatto che non si vede ancora da parte di Fca un futuro nel quale si abbandonano i diesel”.

A giudizio di Domenico Ravetti (Pd) “l’unico modo per strappare la gente dalla povertà è creare posti di lavoro e nel momento del rinnovo non bisogna mai dimenticare che i contratti devono rappresentare certezze e sicurezze, sia per i lavoratori, sia per le aziende. Io credo che profitto e uguaglianza sono due bellissime parole che devono viaggiare insieme”.

Il capogruppo di Leu Marco Grimaldi ha sottolineato come “fino al 2006 si producevano più di 200mila auto a Torino, oggi meno di 30mila. Si sono persi 15mila posti di lavoro. Sono stati annunciati 27 nuovi modelli, ma ne sono stati realizzati solo 12 nel nostro capoluogo. Mentre gli azionisti vantano profitti da capogiro, gli stipendi degli operai sono sempre più bassi. Il governo in tutto ciò non ha fatto niente, tranne dare a Fca un ottimo pretesto per non confrontarsi e rimandare gli investimenti. Plaudiamo all’auto elettrica a Torino, a meno che questa non sia l’ennesimo annuncio a vuoto, perché altrimenti questa sfida europea rischia di tagliar fuori tutto il Piemonte. Ma questa non basterà a garantire la piena occupazione a Mirafiori e Grugliasco: servono nuovi modelli. Gravissimo poi che all’ultimo rinnovo, Fiom sia stata tagliata fuori, Fiat va richiamata alla responsabilità sociale dell’impresa”.

Per il Movimento 5 Stelle sono intervenuti in aula anche i consiglieri regionali Federico Valetti e Davide Bono.

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