Economia: la Regione stanzia 7,4 milioni di euro per i cantieri destinati ai disoccupati over 58

07/12/2018

I comuni piemontesi potranno promuovere cantieri di lavoro rivolti a disoccupati over 58 vicini ai requisiti pensionistici, in modo da contribuire ad accompagnarli alla pensione. Lo prevede la delibera approvata oggi, venerdì 7 dicembre, dalla giunta regionale, su proposta dell’assessora al Lavoro Gianna Pentenero, con cui vengono vengono messi a disposizione 7,4 milioni di euro (risorse residue degli ammortizzatori sociali in deroga), per consentire agli enti locali di impiegare persone disoccupate con più di 58 anni di età in attività temporanee o straordinarie di servizio pubblico (attività forestali e vivaistiche, ad esempio, di rimboschimento, sistemazione montana e costruzione di opere di pubblica utilità).

Nei prossimi giorni la Regione firmerà una convenzione con l’Inps, necessaria a consentire l’erogazione diretta delle indennità mensili di cantiere ai destinatari. Quindi seguirà il passaggio in Commissione regionale di concertazione e a inizio 2019 aprirà il primo bando rivolto ai comuni o alle unioni di comuni che, a seguito dell’approvazione dei progetti da parte della Regione, potranno procedere alla selezione dei lavoratori e avviare le attività dei cantieri.

“Il provvedimento – spiega l’assessore al Lavoro Gianna Pentenero  si propone di impiegare persone rimaste senza lavoro in età matura, prive di ammortizzatori sociali, in attività che consentano di favorire il loro invecchiamento attivo e il conseguimento dei requisiti previdenziali in vista della pensione. E’ un modo concreto per ridurre il disagiodi coloro che risultano troppo avanti con gli anni per avere reali possibilità di reinserimento nel mercato del lavoro ma al tempo stesso sono ancora lontani dalla pensione. Con questo intervento stimiamo di poter coinvolgere circa 2.500 persone in due anni”.

La delibera approvata oggi consente anche di sbloccare le risorse destinate a erogare, sempre tramite Inps, l’indennità di mobilità in deroga (istituto oggi abolito) per circa 300 persone in possesso dei requisiti, ma le cui domande erano rimaste in sospeso, a causa di un blocco delle risorse da parte del Ministero del Lavoro.

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