RivaBanca, l’ultimo appello del Comitato No Fusione: “Lottiamo per non cancellare gli sforzi fatti”

03/05/2017

Sarà una battaglia all’ultima delega e all’ultimo voto quella relativa alla ventilata proposta di fusione di RivaBanca con la più grande Banca d’Alba: l’assemblea generale dei soci della BBC è stata convocata alle 10,00 di domenica 7 maggio presso la sala conferenze del Comune in via Montenero. All’ordine del giorno figurano l’approvazione del bilancio 2016, l’illustrazione e l’approvazione con voto palese della proposta di fusione di RivaBanca con Banca d’Alba.

Nella serata di martedì 2 maggio, alle 20,30 nelle Serre di Villa Ogliani, il Comitato per la Continuità di Rivabanca #Nofusione ha incontrato i soci dell’istituto di credito cooperativo per illustrare le ragioni dell’opposizione all’operazione caldeggiata dal presidente Giovanni Desiderio e da buona parte del consiglio di amministrazione. All’incontro hanno preso parte un’ottantina di azionisti e, fatto ancora più rilevante, hanno partecipato i sindaci di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno, di Levone Maurizio Giacoletto, di Rivara Gianluca Quarelli e di Salassa Sergio Angelo Gelmini. Al di là dei tecnicismi relativi ai vantaggi e agli svantaggi dell’una o dell’altra mozione, gli amministratori, in qualità di soci, hanno espresso quello che nella sala era il comune sentire: chi ha creduto sette anni fa nel progetto di RivaBanca, vorrebbe che quest’iniziativa continuasse il suo percorso a favore del territorio e per non disattendere le aspettative degli oltre 1.600 soci che hanno investito nella nascita della prima banca di credito cooperativo del Canavese Occidentale.

In quest’ultimo appuntamento il presidente del Comitato per la Continuità Armando Francia e l’ex direttore generale di Rivabanca Bernardino Naretto hanno illustrato al pubblico le ragioni che animano il Comitato nato per volontà di una nutrita pattuglia di soci promotori di RivaBanca. Nell’esprimere soddisfazione per l’inaspettato numero di adesioni al Comitato, l’ex direttore generale ha ancora una volta evidenziato che alla proposta di fusione che di fatto “cancellerebbe RivaBanca dal territorio”, esiste la possibilità di aderire alla Cassa Centrale di Trento, sull’esempio di altre banche cooperative del tutto similari a Rivabanca per numero di dipendenti, sportelli, raccolta e impieghi. Percorrere questa strada alternativa è stato spiegato nel corso della serata, consentirebbe di conservare il nome della BBC, l’autonomia e la mission territoriale che si era posta fin dalla fondazione.

L’obiettivo non è quello diventare una grande banca o servire clienti che già lavorano con istituti bancari internazionali ma è semplicemente quello, come è stato spiegato dai promotori del Comitato No Fusione, di continuare a essere un punto di riferimento per le piccole aziende, per gli artigiani e per le famiglie. Dal versante opposto, è opportuno ricordarlo, il presidente Giovanni Desiderio ha più volte spiegato che la riforma del sistema cooperativistico impone la fusione per evitare che RivaBanca sia costretta a chiudere i battenti a causa della sua fragilità economica.

La fusione per incorporazione con Banca d’Alba ha più volte spiegato il presidente della banca, consentirebbe inoltre di ampliare l’offerta dei servizi e dei prodotti. E’ una cosa che è possibile fare anche con l’adesione alla Cassa Centrale di Trento evitando la fusione, hanno ribattuto dal Comitato per la Continuità. In più occasioni, durante il dibattito, i soci presenti hanno posto l’accento sulla mancanza di comunicazione tra dirigenza e azionisti nel momento in cui si è pensato a proporre la fusione.

Dal canto suo il vicepresidente di RivaBanca Gian Carlo Buffo (che è tra i due membri del CdA ad essersi astenuto sulla fusione) ha fatto pubblica ammenda: “Devo dare atto che sarebbe stato opportuno comunicare ai soci in tempo utile la proposta – ha ammesso -. E su questo debbo recitare il mea culpa: un’informazione puntuale avrebbe consentito a tutti gli azionisti di poter votare con chiarezza di idee e di intenti”. Il vicepresidente di Rivabanca ha ammesso di essersi astenuto e di non aver preso posizione esattamente come farà nel corso della prossima assemblea. “Se passerà la fusione con Banca d’Alba – ha dichiarato Bernardino Naretto – chiederò la restituzione delle quote versate”. Detto questo è bene rammentare sulla decisione finale è l’assemblea dei soci ad essere sovrana.

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