Fusione RivaBanca: a Bosconero il primo incontro del presidente Desiderio con gli azionisti

07/03/2017

E’ stata una decisione sofferta ma necessaria quella relativa, se sarà approvata dall’assemblea dei soci, alla fusione di RivaBanca con la Banca d’Alba. Giovanni Desiderio, presidente dell’istituto di credito cooperativo canavesano che ha aperto i battenti neanche due anni fa, lo ha ribadito ai soci che hanno preso parte nella serata di lunedì 6 marzo al primo degli incontri programmati (gli altri avranno luogo a Rivarolo, Castellamonte e Rivara) nel teatro comunale di Bosconero con gli azionisti della banca cooperativa.

Affiancato dal nuovo direttore generale della BBC, Franco Biglino, subentrato nell’incarico a Bernardino Naretto (in pensione da qualche mese) il presidente Giovanni Desiderio ha spiegato che l’autoriforma del credito cooperativo impone la necessità di accorpamenti e trasformazioni che costringeranno le 370 cooperative di credito territoriale che operano in Italia ad assumere decisioni obbligate per evitare, in seguito, un intervento tout court della Banca d’Italia. RivaBanca conta oltre 1.600 soci e un capitale di 5 milioni di euro e 400 correntisti. Numeri che paiono importanti, come ha spiegato Franco Biglino, il neo direttore generale, ma che nel prossimo futuro non consentiranno all’istituto di credito cooperativo canavesano (sede a Rivarolo e filiale a Rivara con 12 dipendenti) di assolvere al proprio compito.

Stando a quanto è stato spiegato agli azionisti, in sostanza, dopo due esercizi finanziari nei quali ha perso oltre 600 mila euro, nonostante il conto economico sia migliore di quanto previsto dal piano industriale, la fusione con la Banca d’Alba è per Desiderio e per il consiglio di amministrazione, una strada che è d’obbligo percorrere prima che la Banca d’Italia intervenga d’imperio e costringa RivaBanca a fondersi con altri soggetti con i quali non esiste nessuna relazione.

“Penso che la fusione con la banca che è stata nostra tutor sia la migliore soluzione possibile .- ha spiegato il presidente -. Abbiamo negoziato le migliori condizioni possibili che non solo salvaguarderanno il futuro dei nostri dipendenti, ma anche quello riguardante le quote versate dagli azionisti. Quest’operazione consentirà non soltanto di mantenere la territorialità dell’iniziativa bancaria ma consentirà di offrire ai correntisti prodotti finanziari diversificati connotati da una migliore convenienza”.

In poche parole: la fusione con la seconda banca di credito cooperativo d’Italia per raccolta e prima per numero di soci (cinquantamila in tutto) consentirebbe di poter accogliere le richieste degli imprenditori e delle famiglia proprio in virtù della solidità che l’istituto cooperativo offre. “La territorialità non verrà certo a mancare – ha sottolineato il direttore generale che in Banca d’Alba ha lavorato per vent’anni -. Noi desideriamo che la relazione e il rapporto con i la clientela sia la più stretta possibile: desideriamo che la fiducia dei correntisti e degli investitori sia ben riposta”.

“Nessuno ci rimetterà – ha precisato il presidente – se non il sottoscritto e i membri del consiglio di amministrazione. Non c’è stato, come qualcuno possa aver pensato, nessun baratto. Un Cda lungimirante non guarda al presente ma guarda soprattutto al futuro. Tra i 36 soci convenuti (ne erano stati invitati oltre un centinaio) erano presenti il sindaco di Bosconero Paola Forneris e il suo predecessore Fabio Pen. La convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci avrà probabilmente luogo il prossimo sette maggio: soltanto allora si deciderà definitivamente il destino di RivaBanca.

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