Ozegna, i dipendenti della Co.Tau rischiano il posto di lavoro e chiedono aiuto alla sindaca Appendino

26/01/2017

Il lavoro non manca eppure, grazie al fatto che i loro stipendi dipendono da un ente pubblico,  rischiano di ritrovarsi in mezzo ad una strada: sono i dipendenti della Co.Tau di Ozegna, una società costituita dopo il fallimento dell’Asa con l’obiettivo di salvare alcuni dei tanti posti di lavoro in pericolo dopo il crack dell’azienda consortile. Alla Co. Tau lavorano in tutto quindici persone.

Nella serata di mercoledì 25 gennaio, presso la sala Lux di Rivarolo Canavese, nel corso dell’incontro dei sindaci e cittadini dei 46 comuni che fanno parte del Canavese Occidentale con la sindaca della Città Metropolitana Chiara Appendino, accompagnata dal vice sindaco Marco Marocco, i dipendenti hanno consegnato all’amministratrice una lettera nella quale i sindacati Cgil, Cisl e Uil, descrivono minuziosamente la loro situazione e la concreta possibilità di rimanere senza lavoro. Questa in sostanza, la questione: negli ultimi quattro anni l’azienda ha lavorato, tramite un appalto della Smat (la società che gestisce la rete idrica torinese e dell’ex provincia), per eseguite la manutenzione degli acquedotti della Città Metropolitana. Ed è stato grazie ad un accordo stretto in prefettura di Torino, siglato all’indomani della fallimento dell’Asa che nel bando di gara indetto dalla Smat, furono inserite clausole di salvaguardia che impegnava all’aggiudicatario dell’appalto (in questo caso la Co. Tau) di assorbire i lavoratori già impegnati in quell’attività per contro dell’Asa.

Il problema attuale è determinato dal fatto che l’appalto è di fatto scaduto e ai sindacati di categoria non risulta che siano previste nuovi bandi gara per svolgere la consueta attività. Parrebbe, addirittura che la società torinese sia orientata ad assumere, tramite concorso, una cinquantina di persone che dovrebbero svolgere le mansioni finora di competenza dei dipendenti dell’azienda di Ozegna. E’ in questo drammatico contesto che i sindacati di categoria hanno chiesto alla sindaca Chiara Appendino un incontro urgente con l’obiettivo di comprendere quale sia l’orientamento dell’amministrazione metropolitana (che possiede una consistente quota societaria della Smat) per salvare i quindici dipendenti che rischiano il posto di lavoro, con le incalcolabile conseguenze che questo comporterebbe anche per le famiglie.

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