Caselle, aeroporto da record. Quasi quattro milioni di passeggeri in transito soltanto nel 2016

11/12/2016

Tre milioni, 710 mila 445 passeggeri: il 2016 si è rivelato l’anno dei record per l’aeroporto di Caselle. Un numero di passaggi mai registrato neanche nel corso delle Olimpiadi invernali del 2006 e forse eguagliato nel 2011 con la celebrazione del 150 anniversario dell’Unbità d’Italia. La Sagat, la società che gestisce da anni lo scalo aeroportuale stima che si chiuderà l’anno con quasi 4 milioni di passaggi. Roberto Barbieri, amministratore delegato della Sagat non nasconde la propria soddisfazione per il risultati che la società che guida ha ottenuto, tangibile dimostrazione di una strategia che ha premiato le scelte fin qui compiute che distribuirà dividendi agli azionisti senza dover far ricorso ai fondi compensazioni pubblici per tappare i buchi di bilancio. Un risultato dunque, che distribuisce soldi agli azionisti italiani ed esteri dell’aeroporto anziché chiederne (cosa rara di questi tempi): l’unica cosa che Barbieri si aspetterebbe è una logica promozione del territorio all’estero.

Una promozione della quale si parla da decenni ma che finora non ha avuto, nonostante le pie intenzioni e le vane promesse, seguito. E pensare che la pubblicizzazione del territorio canavesano e piemontese servirebbe a far incrementare i passaggi provenienti dall’estero e che avrebbe innegabili vantaggi per l’economia regionale. Un dato per tutti: il traffico passeggeri provenienti dall’estero rappresenta soltanto il 25% del traffico globale: il restante 75% è costituito da passeggeri in partenza da Torino e dal Nord Ovest.

L’aver raggiunto un risultato di tutto rispetto non basta a giudizio dell’amministratore delegato Roberto Barbieri dato che la vicinanza di un hub internazionale come quello di Malpensa rappresenta un ostacolo non facile da superare: “Siamo cresciuti con due gambe, gli hub stranieri grazie ai quali siamo riusciti a strappare viaggiatori a Malpensa e i collegamenti con il Sud. Una conquista importante ottenuta grazie a Blue Air la compagna aerea che presto diventerà la prima per traffico a Torino”.

E’ il momento di guardare avanti: le strategie che hanno fatto registrare allo scalo aeroportuale numeri da record sono ormai consolidate e la società adesso punta ai giovani con il progetto denominato “point-to-point” che consentirà di raggiungere le destinazioni europee scelte come mete e che non necessitano della presenza di un hub. Per questa ragione è stata studiata l’offerta di pacchetti verso destinazioni come Valencia, Berlino, Londra Luton, Copenaghen, Siviglia e Lisbona. Destinazioni che sono quasi tutte a prezzo concorrenziale.

E che dire della collegamento Torino-Pescara che costa meno del biglietto del treno? Ecco, la concorrenza con la ferrovia, diventa un nodo strategico di assoluta rilievo tanto che adesso si pensa ad istituire la tratta Torino-Trieste. I numeri fotografo con esattezza la crescita dell’aeroporto nell’ultimo triennio: 800 mila passeggeri in più, incremento del 30% del traffico aereo (una percentuale decisamente superiore alla media annuale nazionale) che oggi conta su oltre 350 voli settimanali in partenza. E con la stagione invernale, grazie ai “voli delle neve” i 41 collegamenti assicurati saranno destinati a crescere. Barbieri, da buon partenopeo sa essere allo stesso tempo ottimista e pragmatico. A suo giudizio la crescita sta tutta nella capacità di attrarre turisti, fare promozione, credere nella bonta di progetti economicamente sostenibili. Tocca alle istituzioni fare promozione. La Sagat è pronta a raccogliere la sfida.

 

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