
Variante alla 460, il Canavese fa fronte comune: sindaci uniti in Città Metropolitana per sbloccare l’opera attesa da trent’anni
La Variante alla ex SS 460 del Gran Paradiso entra nella fase decisiva della sua lunga e complessa gestazione. Dopo oltre trent’anni di attese, rinvii e progettazioni rimaste incompiute, il territorio del Basso Canavese si è presentato compatto nella sede della Città Metropolitana di Torino per chiedere un’accelerazione definitiva su un’infrastruttura considerata strategica per mobilità, sicurezza e sviluppo economico.
La delegazione di amministratori locali, promossa dal sindaco di Front Andrea Perino, ha incontrato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo portando un messaggio unitario: il territorio è pronto, ora servono tempi certi e coperture adeguate. Attorno allo stesso tavolo sedevano i sindaci dei Comuni direttamente interessati dal tracciato — Rocco Barbetta (Lombardore), Enrico Vallino (Rivarossa), Carlo Vassallo (Busano), Domenico Rolando (Oglianico) e Roberta Bianchetta (Salassa) — affiancati dai primi cittadini dei centri limitrofi che da anni subiscono le ricadute di una viabilità congestionata: Maurizio Giacoletto (Rivara), Giuseppe Drovetti (Barbania), Massimiliano Gagnor (Levone), Enrico Demaria (San Francesco al Campo), Walter Sandretto (Valperga) e Martino Zucco Chinà (Rivarolo Canavese), presente con la vicesindaca Marina Vittone.
Una presenza corale che fotografa un intero quadrante territoriale determinato a fare fronte comune su un’opera ritenuta cruciale per il futuro dell’area. All’incontro hanno preso parte anche i consiglieri regionali Daniele Valle e Mauro Fava, a conferma della dimensione sovracomunale ormai assunta dal dossier infrastrutturale.
A rafforzare il peso istituzionale dell’iniziativa è intervenuto anche il mondo produttivo. L’imprenditore canavesano Fabrizio Rosboch, su sollecitazione dei sindaci, ha raccolto il sostegno delle principali associazioni di categoria — Confindustria Canavese, API Torino, CNA Torino e CNA Canavese — sottolineando come l’asse della 460 rappresenti un’infrastruttura vitale per i poli industriali di Busano, Rivara e Rivarolo, dove il traffico pesante incide da anni su competitività e logistica.
Dal canto suo, la Città Metropolitana ha ripercorso il lavoro tecnico svolto per aggiornare il progetto originario del 2013, adeguandolo a nuove normative, rincari dei materiali, osservazioni dei Comuni e istanze del comparto agricolo. Confermata la strategicità dell’opera, così come la disponibilità delle risorse per il primo lotto e la volontà di chiudere in tempi rapidi gli adeguamenti progettuali necessari al passaggio alla fase realizzativa.
La Variante alla ex 460 viene letta dagli amministratori come molto più di una semplice infrastruttura: un passaggio strutturale capace di alleggerire i centri abitati dal traffico pesante, migliorare sicurezza e qualità della vita, rafforzare i collegamenti con Torino e sostenere l’attrattività industriale del Canavese. L’incontro in Città Metropolitana segna dunque un punto di svolta politico e territoriale, con un Canavese compatto che chiede di trasformare finalmente le progettazioni in cantieri.
fr.se