
Valperga, amianto abbandonato a due passi dalle abitazioni: scatta l’allarme per la discarica abusiva di eternit
Una bomba ecologica nel cuore della campagna canavesana. A Valperga, in borgata Braidacroce, a pochi metri dalla fabbrica Fenoglio GP, qualcuno ha trasformato un’area aperta in una discarica illegale di eternit, abbandonando lastre di amianto che oggi rappresentano un pericolo concreto per la salute pubblica. Un gesto irresponsabile che espone residenti, lavoratori e passanti al rischio silenzioso ma letale delle fibre cancerogene.
L’amianto, lasciato direttamente sul terreno e senza alcuna protezione, è esposto agli agenti atmosferici: pioggia, vento e gelo accelerano il degrado del materiale, favorendo la dispersione delle fibre microscopiche nell’aria e nel suolo. Un processo invisibile, ma potenzialmente devastante, che può trasformare un gesto di inciviltà in una minaccia sanitaria di lungo periodo.
La segnalazione, rilanciata con forza anche sui social network, ha immediatamente acceso l’allarme tra i residenti della zona. Non si tratta di un semplice caso di abbandono di rifiuti, ma di un episodio che coinvolge direttamente la sicurezza collettiva. L’esposizione all’amianto è infatti legata a patologie gravissime come il mesotelioma, l’asbestosi e diverse forme tumorali, con tempi di latenza che possono superare i vent’anni.
Dal punto di vista normativo, l’abbandono di rifiuti pericolosi costituisce un reato penale, punito severamente dalla legge. Ma per la comunità locale l’aspetto repressivo passa in secondo piano rispetto all’urgenza di un intervento immediato. La richiesta che sale dal territorio è chiara: mettere in sicurezza l’area, transennarla senza indugi e procedere quanto prima con la rimozione delle lastre attraverso una ditta specializzata e autorizzata.
I cittadini chiedono ora un intervento coordinato di Comune, Arpa e Carabinieri Forestali per bonificare il sito e individuare i responsabili. Perché vedere ancora oggi “trappole” di amianto disseminate nelle campagne del Canavese non è solo uno sfregio all’ambiente, ma il segno preoccupante di una cultura dell’illegalità che continua a mettere a repentaglio la salute di tutti.
fr.se.