
Usa, Cina e Russia: al Rotary di Cuorgnè e Canavese una serata dedicata ai nuovi scenari geopolitici globali
Serata dedicata alla geopolitica internazionale quella organizzata martedì dal Rotary Club Cuorgnè e Canavese, con un approfondimento sui nuovi equilibri mondiali e sulle aree di influenza delle grandi potenze. Protagonista dell’incontro il socio rotariano Vittorio Lisanti, appassionato ed esperto della materia, che ha illustrato scenari e prospettive di quella che ha definito una nuova spartizione del mondo, paragonata a una “seconda Yalta”, con la Cina sempre più centrale nello scacchiere globale.
Attraverso dati e slide, Lisanti ha analizzato le principali rotte del commercio internazionale, soffermandosi in particolare sull’area Indo-Pacifico, oggi uno degli snodi strategici più rilevanti. Pechino controllerebbe oltre il 30% dei flussi commerciali mondiali grazie a una rete di porti, basi logistiche e infrastrutture militari, inclusi atolli artificiali trasformati in piattaforme aeronavali dotate di piste di atterraggio per caccia e bombardieri.
Il controllo degli stretti marittimi è stato indicato come fattore determinante, con Taiwan, Giappone, Filippine e Australia chiamati a confrontarsi con l’espansione dell’influenza cinese. In questo contesto si delineerebbe anche una nuova “cortina di ferro” geopolitica, estesa dall’Asia orientale al Medio Oriente, con l’asse formato da Corea del Nord, Cina, Iran e Russia e i rispettivi alleati regionali.
Ampio spazio è stato riservato al ruolo dell’Europa, invitata a rafforzare la propria unità politica e a investire in difesa e intelligenza artificiale per colmare il divario con Stati Uniti e Cina, anche alla luce di un progressivo ridimensionamento della protezione americana sul continente.
Tra gli attori emergenti è stata evidenziata l’India, caratterizzata da ritmi di crescita superiori all’Europa e da un’elevata produzione di laureati destinati ai mercati internazionali. Infine, l’attenzione si è concentrata sulle future rotte commerciali, con la possibile centralità del passaggio a nord-ovest lungo la rotta polare davanti alla Groenlandia.
Uno scenario globale in trasformazione, nel quale – è stato sottolineato – gli equilibri nati nel secondo dopoguerra lasciano spazio a dinamiche sempre più fondate sui rapporti di forza tra potenze.
f.s.