
«Stai zitta»: scritta su una vetrina a Rivarolo Canavese contro l’assessora Alessia Cuffia. “Continuerò a parlare”
Nuovo episodio di vandalismo a Rivarolo Canavese, dove nei giorni scorsi una vetrina è stata imbrattata con una scritta offensiva rivolta all’assessora Alessia Cuffia. Nel mirino dei vandali — probabilmente armati di bomboletta spray — è comparsa la frase «La Umg pitta, Alessia Cuffia sta zitta», accompagnata da simboli e disegni. Un messaggio diretto che arriva a poche settimane da un precedente intervento della stessa assessora, che a inizio marzo aveva richiamato pubblicamente i responsabili di altri atti vandalici, legati ai graffiti sulle nuove panchine di corso Italia.
La stessa Cuffia ha commentato l’accaduto attraverso i social, mantenendo un tono fermo ma anche ironico: «Non so dire con precisione da quanto sia lì, ma si tratta, senza dubbio, di un messaggio semplice, chiaro, diretto. Un messaggio che, per certi versi, mi ha anche fatto sorridere. Perché è da quando sono piccola che me lo sento dire, che devo stare zitta. Mia mamma prima. La maestra delle elementari poi. I professori all’Università. Eppure niente. Zitta io, non ce l’ho mai fatta a stare».
L’assessora ha però sottolineato la gravità dell’episodio, distinguendo tra critica e danneggiamento: «Non siamo più davanti a una battuta. Non siamo più davanti a una critica. Qui siamo davanti a qualcuno che sceglie deliberatamente di danneggiare una vetrina per lanciare un messaggio ben preciso».
Sull’identità dei responsabili non ci sono certezze, ma l’esponente della giunta guidata dal sindaco Zucco Chinà invita a una riflessione collettiva: «Non ho ancora la certezza assoluta di chi sia stato. Magari qualche ragazzino. Magari no. Ma qualcuno lo ha fatto. E quel qualcuno potrebbe essere il figlio, il nipote, il cugino di chi sta leggendo questo post. Ed è proprio questo che deve farci riflettere».
Al centro, secondo Cuffia, non c’è soltanto il gesto vandalico in sé, ma il significato che lo accompagna: «Il problema non è la scritta in sé, ma il messaggio che si porta dietro. È la pretesa che un amministratore locale non possa parlare, esporsi, avere un ruolo, dire la sua».
Nonostante l’episodio, l’assessora ribadisce la volontà di proseguire il proprio impegno: «Continuerò a parlare, a lavorare, a metterci la faccia. E continuerò a farlo nel rispetto delle regole, del giusto e del senso del dovere».
L’episodio riaccende il tema del vandalismo urbano a Rivarolo, già emerso nelle scorse settimane, e rilancia il dibattito sul rispetto degli spazi pubblici e del confronto civile all’interno della comunità.