14/04/2021

Cronaca

Scorie nucleari: le Terre dell’Erbaluce escluse dai siti idonei a ospitare il deposito nazionale

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Le Terre dell’Erbaluce non dovranno convivere con le scorie nucleari: è questo il risultato della mozione unica sull’individuazione del sito per il deposito nazionale scorie radioattive, che la Lega ha formulato e contribuito a far approvare alla Camera dei Deputati: esprimono oggi soddisfazione per il voto dell’Aula sulla Mozione il Deputato Giglio Vigna e il Consigliere Regionale Cane.

“Dopo mesi di lavoro congiunto con Ordini del giorno votati dai piccoli Comuni fino alla Camera dei deputati passando dal Consiglio regionale del Piemonte, possono essere soddisfatti i sindaci e i cittadini del Canavese – commenta il parlamentare della Lega di Ivrea Alessandro Giglio Vigna – perché questa è una vittoria del nostro Territorio, senza mezzi termini rivendico di essere stato il primo canavesano a portare a Montecitorio la questione. Questo voto blocca un possibile Deposito Nazionale Nucleare nelle Terre dell’Erbaluce in funzione dell’esclusione dalla lista dei siti definiti Unesco e Patrimonio dell’Umanità, dei territori con particolari colture di pregio e dell’inserimento tra i parametri dell’indice di pressione ambientale calcolato in un raggio di 20km al fine di escludere territori in cui insistono discariche”.

“Alla notizia dell’inserimento dell’area tra Mazzè, Rondissone e Caluso – commenta il consigliere regionale Andrea Cane, che per la Lega Salvini Piemonte ha la delega agli Enti locali – nella Cnapi, la Carta nazionale delle aree considerate idonee ad accogliere i rifiuti nucleari di bassa e media intensità ho subito interpellato Regione e Comuni per ottenere un coinvolgimento degli enti locali, ottica con cui la mozione di Riccardo Molinari si è mossa: l’operazione è stata poi messa in pratica a livello operativo tramite un Odg che è stato approvato sia in Consiglio regionale che in tanti Comuni del Canavese, da Ivrea a Ingria, dai più grandi al più piccolo per intenderci. Non è solo una risposta doverosa al Piemonte ma a tutto il Paese: è evidente che alcune scelte vanno concertate e non possono essere paracadutate senza un’attenta valutazione da parte del territorio”.

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