
Rivarolo, Orco in secca e prelievi abusivi, il sindaco Zucco Chinà: “Basta guerre tra poveri, serve l’invaso in Valle Soana”
L’Orco ridotto dalla siccità a una portata sempre più esigua, l’acqua che non basta per irrigare i campi e le accuse di prelievi abusivi che risalgono il torrente da un Comune all’altro. Il sindaco di Rivarolo, Martino Zucco Chinà, interviene nel dibattito sollevato nelle ultime settimane da San Benigno, Feletto e Bosconero e invita a spostare l’attenzione dalle responsabilità dei singoli a un problema diventato ormai strutturale: garantire al Canavese una disponibilità d’acqua adeguata anche durante i periodi di siccità prolungata.
Secondo il primo cittadino, ogni volta che la mancanza di precipitazioni mette in difficoltà le colture torna inevitabilmente la polemica sui prelievi abusivi effettuati a monte a danno dei territori situati più a valle. Comportamenti che considera riprovevoli, ma anche difficili da dimostrare e sanzionare. Una situazione che rischia così di trasformarsi in una guerra tra poveri senza affrontare la vera origine del problema.
Le tendenze climatiche in atto, sostiene Zucco Chinà, impongono alla politica regionale e nazionale interventi strutturali che tengano conto dei diversi utilizzi della risorsa idrica: potabile, agricolo ed energetico. Per quanto riguarda l’irrigazione, i singoli consorzi e le loro aggregazioni difficilmente possono sostenere da soli gli investimenti necessari per l’ammodernamento tecnologico delle reti. Servirebbe quindi una consistente dotazione finanziaria pubblica.
Il sindaco richiama anche le scelte compiute attraverso il Pnrr, osservando come sarebbe stato opportuno destinare maggiori risorse a opere strategiche per il settore primario.
Nell’immediato restano gli strumenti tradizionali: monitoraggio della corretta distribuzione delle acque, ordinanze per limitarne l’utilizzo, tavoli tecnici tra gli enti competenti e campagne di sensibilizzazione al risparmio. Misure che, secondo Zucco Chinà, rischiano però di avere un’efficacia limitata a causa degli interessi contrapposti, della burocrazia e delle difficoltà nel controllo dei comportamenti individuali.
Per il Canavese, la soluzione di lungo periodo passa soprattutto attraverso un progetto: la realizzazione dell’invaso in Valle Soana. Il sindaco ritiene l’opera ormai fondamentale e invita i colleghi del territorio a costruire una posizione comune, prendendo come modello il percorso seguito per la soluzione del Lodo Asa. Una condivisione tra i Comuni che dovrebbe poi tradursi in un’azione politica forte a livello regionale e nazionale.
Nel ragionamento sulla disponibilità dell’acqua entra anche un’altra proposta. Se estati caratterizzate da caldo estremo e siccità dovessero diventare sempre più frequenti, Zucco Chinà intende valutare la realizzazione a Rivarolo di una piscina estiva all’aperto, un servizio che sarebbe già richiesto da numerosi cittadini.
Per il sindaco esiste infatti anche una funzione sociale dell’acqua, legata al benessere delle persone e particolarmente importante per bambini, anziani e disabili. Poter trovare refrigerio durante periodi di temperature estreme non dovrebbe essere considerato un privilegio.
Agricoltura, approvvigionamento potabile, produzione energetica e qualità della vita finiscono così per convergere sullo stesso problema. La risposta, secondo Zucco Chinà, non può più limitarsi alla gestione delle singole emergenze: occorrono opere strategiche capaci di assicurare al territorio una disponibilità sicura della risorsa idrica durante tutti i dodici mesi dell’anno.