11/11/2022

Cronaca

Rivarolo: ondata di solidarietà per la condanna del sindaco, dei tecnici e degli amministratori

Rivarolo Canavese

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La condanna a un anno per il sindaco di Rivarolo Canavese e per due assessori e tecnici del Comune, relativa alla tragica morte per annegamento nel sottopasso di Rivarolo dell’operaio di Favria Guido Zabena, di 51 anni, è oggetto della solidarietà di tanti amministratori canavesani. Gi imputati hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena. L’episodio aveva avuto luogo nella serata del 2 luglio 2018 durante un violento temporale che si era abbattuto sulla zona. La sentenza di primo grado è stata emessa nella mattinata di oggi, venerdì 11 novembre in tribunale a Ivrea.

A esprimere la propria personale solidarietà agli amministratori e ai tecnici del Comune di Rivarolo è l’ex sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto: “Non solo da ex sindaco, ma da cittadino, pur consapevole che le sentenze vanno rispettate, non posso esimermi dall’esprimere la mia totale solidarietà per questa sentenza di primo grado al sindaco Alberto Rostagno e agli assessori Francesco Diemoz e Lara Schialvino. Dopo anni di parole a vuoto credo sia necessario definire nuove regole oppure sarà sempre più complicato trovare persone disposte a governare le nostre Città”.

Aggiunge Giorgio Cortese, ex sindaco di Favria: “Come cittadino, voglio esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza al sindaco di Rivarolo e agli amministratori che sono stati oggi condannati. Sono delle brave persone e confido come tutti nel prossimo grado di giudizio.  Sono vicino ai familiari della vittima e ne comprendendo il dolore. Esorto il sindaco Alberto Rostagno, la sua Giunta e maggioranza a proseguire nel loro proficuo lavoro con l’impegno e la determinazione di sempre, forti della fiducia e della stima dei loro concittadini”.

Vittorio Bellone, sindaco di Favria si associa a colleghi ed ex colleghi: “Un sistema che non funziona e che deve sempre necessariamente trovare dei capri espiatori per lavarsi la coscienza anche quando siamo palesemente di fronte alla tragica fatalità. Amareggiato. La mia massima solidarietà e vicinanza”.

“Uno Stato che vuole funzionare bene non aumenta le indennità di un amministratore comunale, ne limita le responsabilità.  Piena solidarietà al Sindaco Alberto Rostagno ed ai componenti della Giunta coinvolti in una situazione davvero surreale. Un uomo buono, un medico, un sindaco attento. Non ho parole” commenta Davide Pieruccini, consigliere comunale ed assessore del Comune di Cuorgnè Davide Pieruccini.

“La magistratura si rispetta sempre, ma occorre rispettare i sindaci – ha subito commentato dopo la lettura della sentenza Marco Bussone, presidente nazionale Uncem -. Chiediamo alla politica di intervenire, se non con uno ‘scudo’, con soluzioni giuridiche che li tutelino. Tutelino la loro vita amministrativa. Tantopiù per questioni legate alla protezione civile. Perché non è sostenibile ci siano responsabilità per questioni ambientali ed emergenziali in capo agli amministratori. Serve una profonda revisione della normativa vigente che chiediamo a governo e parlamento”.

“Conosco personalmente il sindaco Alberto Rostagno e gli amministratori di Rivarolo, ne ho grande stima e rivolgo loro un abbraccio affettuoso. Le sentenze si rispettano e si criticano in sede giudiziaria e mi auguro che nei successivi gradi tutto possa risolversi al meglio per le persone coinvolte. Ciò detto, per l’ennesima volta ci troviamo di fronte ad un caso emblematico di quanto sia divenuto impegnativo e rischioso dedicarsi all’amministrazione della cosa pubblica.

Le numerose vicende giudiziarie che, anche recentemente, vedono coinvolti i Sindaci dimostrano l’urgenza di rimettere mano al complesso di norme che regolano la funzione di amministratore locale ed in tal senso si è espresso anche il Consiglio regionale con un Ordine del giorno con cui si chiede di ridefinire in modo più dettagliato i doveri degli amministratori locali in un quadro di regole certe, chiare ed omogenee.  Da tempo anche l’ANCI insiste sulla necessità di ridefinire il livello di responsabilità degli amministratori locali. Che cosa si aspetta ancora?

Auspico che il nuovo Parlamento si faccia carico con estrema urgenza di questo problema, magari stimolato da un’iniziativa politica che parta proprio dal Canavese. Mi auguro che i nostri parlamentari vogliano fare propria questa battaglia, così che l’Italia torni ad essere un Paese per i sindaci, dove Primi Cittadini non finiscano con l’essere il capro espiatorio di tutto”. Con queste parole Alberto Avetta, consigliere regionale Pd, già sindaco di Cossano Canavese e già presidente Anci Piemonte commenta la condanna del sindaco di Rivarolo.

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