Non hanno fatto in tempo a diventare parte dell’arredo urbano della città che sono già finite nel mirino dei vandali. Le nuove panchine installate in corso Italia a Rivarolo Canavese sono state imbrattate con scritte realizzate con una bomboletta spray. Un episodio che ha suscitato indignazione e amarezza nell’amministrazione comunale.
A denunciarlo è stata l’assessora Alessia Cuffia, che sui social ha espresso tutta la propria frustrazione per l’ennesimo atto di vandalismo ai danni dei beni pubblici. «Appena installate, già imbrattate», ha commentato, riferendosi alla scritta “New bench new spot” comparsa sulle panchine.
«C’è chi lavora per rendere la città più bella e più vivibile, e poi ci sono i soliti teppisti con la bomboletta in tasca che scambiano i beni pubblici per il muro del garage di casa loro – ha scritto l’assessora –. Scrivere frasi sulle panchine appena installate non fa di voi artisti. Fa solo capire quanto poco rispetto abbiate per la città in cui vivete».
Nel suo intervento, Cuffia ha voluto sottolineare come gli arredi urbani non appartengano all’amministrazione, ma all’intera comunità. «Queste panchine non sono “del Comune”. Sono di tutti. Sono spazi della nostra comunità. E ogni volta che qualcuno li rovina, il conto lo pagano i cittadini».
L’episodio, purtroppo, non è isolato. L’assessora ha ricordato come solo pochi giorni fa si sia verificato un altro atto vandalico alla stazione di Castellamonte, evidenziando quanto sia frustrante vedere danneggiati interventi realizzati con impegno e risorse pubbliche.
«Sapete quanto tempo serve per realizzare questi interventi? – ha aggiunto –. Cercare i finanziamenti, trovare le risorse, seguire le procedure, progettare e installare arredi per migliorare la città. E poi, nel giro di pochi giorni, vedere tutto rovinato».
Nel frattempo il Comune sta lavorando per rafforzare e potenziare il sistema di videosorveglianza, con l’obiettivo di prevenire nuovi episodi e facilitare l’individuazione dei responsabili. L’assessora ha inoltre invitato anche i cittadini e i commercianti a valutare l’installazione di telecamere nelle proprie abitazioni o attività.
«Una rete più ampia di sistemi di videosorveglianza può diventare un aiuto concreto per le forze dell’ordine», ha spiegato, ringraziando Carabinieri e Polizia Locale per il lavoro svolto quotidianamente sul territorio. Un episodio che riaccende il tema del rispetto degli spazi pubblici e della responsabilità collettiva nella cura della città.
fr.se.
