05/06/2021

Cronaca

Piemonte, con il Covid cambia anche la criminalità: meno furti e impennata dei raggiri online

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Nella mattinata di oggi, sabato 5 giugno presso la Caserma “Bergia” di Torino, “culla” dell’Arma dei Carabinieri, che oggi ospita il Comando Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”, il Comandante della Legione, Generale di Divisione Aldo Iacobelli, ha commemorato il 207° anno di Fondazione deponendo una corona d’alloro al Monumento ai Caduti all’interno dell’edificio di Piazza Carlina.

Dopo la lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica e la commemorazione della ricorrenza da parte del Comandante della Legione, sono state consegnate alcune delle ricompense concesse ai militari particolarmente distintisi in attività di servizio. Nell’anno che ha visto l’Italia e il mondo intero colpiti da una crisi dagli effetti drammatici, vissuto in bilico tra libertà e restrizioni, l’impegno delle donne e degli uomini dell’Arma al servizio delle comunità piemontesi e valdostane, svolto ogni giorno con silenziosa abnegazione, è stato competente, convinto e, più di prima, incessante: sulle strade per i necessari controlli sugli spostamenti, negli ospedali per il trasporto di bombole d’ossigeno per chi ne aveva bisogno, nelle case per consegnare le pensioni agli anziani che non potevano recarsi presso gli uffici postali e i tablet ai ragazzi meno fortunati per permettere loro di studiare.

In questo contesto l’Arma ha tracciato un bilancio relativo all’ultimo anno di servizio svolto tra le mille difficoltà causate dalla pandemia di Coronavirus.  I reati contro il patrimonio sono in generale calo. Di contro sono aumentati quelli di violenza commessi tra le mura domestiche, dai maltrattamenti in famiglia agli omicidi, la consumazione di truffe, soprattutto online, spesso accompagnate dalla clonazione di bancomat e carte di credito. Lo spaccio di droga non ha conosciuto alcun “lockdown”.

L’emergenza pandemica ha inevitabilmente mutato le condizioni di vita dei cittadini. È stato registrato un incremento esponenziale dell’uso di strumenti digitali e ciò ha determinato, nel 2020, nel territorio torinese, a fronte di un generalizzato calo della delittuosità di circa il 15% nel 2020 rispetto al 2019 – con furti in calo del 30% e rapine del 17% – un’impennata delle truffe, soprattutto delle frodi online, con un incremento tra il 24% e il 25%. Gli anziani sono stati presi di mira da finti tecnici di vari servizi e, a inizio pandemia, anche da finti operatori sanitari. Per questo è stato realizzato e distribuito sul territorio un opuscolo che offre consigli per prevenire questa tipologia di reati.

Durante il periodo di lockdown sono aumentate anche le violenze in famiglia: diverse centinaia sono stati gli interventi per maltrattamenti con conseguente attivazione del c.d. codice rosso. Numerosi sono stati anche gli omicidi in qualche modo riconducibili a dinamiche intra familiari; basti pensare che, per quanto riguarda quelli in cui sono intervenuti i carabinieri, si è passati dagli 8 del 2019 ai 18 del 2020. è incredibilmente lungo l’elenco dei drammi che nell’ultimo anno si sono consumati tra le mura domestiche, facendo emergere in modo emblematico la fragilità di un luogo considerato sicuro: la casa. Tragedie differenti tra loro, ma tutte connotate dall’incapacità di controllare le emozioni, dall’inquietudine per un futuro che appare incerto, dalla fragilità di misurarsi con la sofferenza, dalle invidie e dalle debolezze che prendono il sopravvento, dalla morte vista come soluzione dei problemi. È da sottolineare il fatto che i reati connessi con lo spaccio e il consumo di droga non hanno segnato alcuno stop, anzi c’è stato pure chi da semplice spacciatore di strada si è trasformato in “fattorino” dello spaccio utilizzando il “delivery” per le consegne porta a porta.

La pandemia, però, non è solo emergenza sanitaria: i mesi di chiusura di imprese e attività commerciali hanno causato difficoltà economiche a molti imprenditori che, per carenza di liquidità, rischiano di diventare vittime di usura. Questo fenomeno purtroppo è ancora sommerso a causa della ritrosia delle vittime a presentare denuncia.

 

A Torino e provincia sono state censite 12 locali di ‘ndrangheta, molto attive in Piemonte e Valle d’Aosta. La criminalità organizzata ha capitali sia per prestare denaro sia per acquistare crediti deteriorati delle imprese in difficoltà subentrando nelle società. Per questo, oltre alle strategie investigative, assume particolare significato il protocollo siglato nei mesi scorsi proprio nel capoluogo piemontese per prevenire l’usura attraverso il sostegno delle attività economiche in crisi e la promozione del microcredito.

 

All’inizio del mese di ottobre 2020 intense e prolungate precipitazioni hanno colpito l’intero Piemonte e in particolare le province di Biella, Cuneo e Vercelli ove le piene straordinarie di diversi corsi d’acqua hanno causato ingentissimi danni alle abitazioni e alle infrastrutture, provocando il crollo di alcuni ponti e l’interruzione di importanti vie di comunicazione. Anche in tali circostanze pronta ed efficace è stata l’opera dei militari dell’Arma in soccorso alle popolazioni e al fianco delle municipalità, già duramente provate dall’emergenza sanitaria, nonché la diuturna attività antisciacallaggio sul territorio.

 

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